MCLAREN F1 - LCD MODELS 1:18

Se dovessimo chiedere a un qualsiasi appassionato di (belle) automobili quali siano le vetture più iconiche e desiderate di tutti i tempi, tra le varie Ferrari F40 e GTO,  Lamborghini Miura,  Porsche 959 e via dicendo, spunterebbe sicuramente la spettacolare McLaren F1, nata dal genio creativo di Gordon Murray, ingegnere di Formula 1 e direttore tecnico della scuderia McLaren dal 1986 al 2004. Prodotta in soli 106 esemplari dal 1993 (anno di uscita di produzione della F40) al 1998, fu la prima vettura stradale con scocca autoportante in fibra di carbonio. Il motore, prodotto ad hoc dalla BMW, era un 12 cilindri a V di 60°, 48 valvole a fasatura variabile, 6 litri, posto in posizione centrale-posteriore; sviluppava la bellezza di 627 CV in configurazione standard. Il peso era di poco superiore ai 1100 kg, la trazione ovviamente era solo posteriore. La vettura era caratterizzata dal posto guida centrale, e dai sedili per i due passeggeri posti ai lati, leggermente arretrati. Di fatto, la F1 era stata pensata non come vettura da competizione ma come granturismo, dotata di un buon confort e persino di due ampi vani portabagagli. 


Le sue prestazioni, però, erano incredibili: accelerazione 0/100 in soli 3,2 secondi, 0/200 in 9,4 secondi, oltre 380 km/h di velocità massima (per l'esattezza 386,403 km/h, record registrato nel 1998 sul rettilineo di 9 km del circuito tedesco di Ehra-Lessien) che la resero l'auto a motore aspirato  più veloce del mondo, primato che dura tutt'ora. La F1 fu anche la prima automobile ad adottare l'aerodinamica attiva, sia con la sua linea priva di qualsiasi ala, ma soprattutto mediante delle ventole poste sotto il pianale che controllavano tramite computer l'effetto suolo; in più, era dotata di un freno aerodinamico che si azionava automaticamente per rendere il retrotreno stabile in frenata.

Inutile dire che fin da subito la McLaren F1 suscitò l'interesse di diversi produttori di automodelli: in scala 1:18 fu riprodotta da Guiloy, Maisto, UT, Minichamps (in ordine di accuratezza), e l'apoteosi fu lo splendido modello AutoArt, presentato nel 2012, completamente apribile ed assolutamente accurato (recensito ai tempi dal sottoscritto per la gloriosa e ormai scomparsa rivista on-line Piccolegrandiruote). 

una foto d'archivio della F1 di AutoArt

Peccato solo che, nel corso degli anni, quest'ultimo modello abbia raggiunto quotazioni proibitive, che hanno costretto molti collezionisti a rinunciare o a dirottarsi su modelli meno pregiati. Fortunatamente, di recente la LCD Models ha pensato bene di lanciare sul mercato una bellissima riproduzione della McLaren F1, in scala 1:18, che, come si può vedere anche dalle foto sopra, non sfigura assolutamente, se la confrontiamo, con il modello della AutoArt, ed in alcuni particolari lo supera. Andiamo quindi ad esaminarlo nel dettaglio.

Iniziamo dalla presentazione: il modello è imballato in una scatola di polistirolo, avvitato alla base con quattro viti. La scatola ha un astuccio di cartoncino nero, rcante i loghi McLaren sui fianchi e il disegno della sagoma della vettura sul fronte. Fin qui niente di speciale, ma sul coperchio della scatola di polistirolo sono fissati diversi accessori, primo fra tutti un pesante cacciavite con due punte magnetiche intercambiabili, verniciato nello stesso colore del modello.

Il cacciavite è sagomato come fosse una leva del cambio, con tanto di indicatore delle marce stampato sulla sommità. Un simpatico gadget, per la verità. Inoltre, la punta più grande è quella giusta per svitare facilmente le viti che trattengono il modello, senza rischiare di danneggiare nulla. Grazie, LCD...


Il modello è interamente in metallo, piuttosto pesante. Notiamo subito la verniciatura, assolutamente straordinaria, migliore forse anche di quella di AutoArt. La vernice è liscia, uniforme, lucidissima, pari a quella dei migliori modelli in resina. Il viola può piacere o meno, ma su questa macchina è perfetto per mettere in risalto le volumetrie della linea, che tra l'altro, è piuttosto ben riprodotta.
 

Ed ecco il modello completamente aperto! In un mondo sempre più popolato da riproduzioni in resina o in metallo completamente sigillate, trovare un modellino con ben otto aperture è un'emozione. Oltre tutto, tutte le parti rimangono in posizione senza bisogno di sostegni, e le porte hanno anche un ottimo angolo di apertura. Solo il piccolo spoiler posteriore si solleva poco, ma non è il caso di farne un dramma. E, tra parentesi, funzionano anche le sospensioni. 

Spostando la vista un poco più in alto, si possono iniziare ad osservare meglio i dettagli: gli interni rivestiti in moquette, con le parti a vista della struttura rifinite da una tampografia ad effetto carbonio; i vani laterali, completi di valigie dedicate, il vano motore con coperchio diviso in tre parti, rivestito come nella realtà da una paratia di colore oro. 

 

Ancora un'immagine di archivio della McLaren F1 AutoArt: i due modelli si assomigliano proprio tanto...
 

Rispetto al modello AutoArt, possiamo notare che le porte dell'LCD si aprono molto di più, e che per contro lo spoiler, come già detto, si solleva di meno; AutoArt ha la tampografia "carbonio" anche in zone non immediatamente visibili, mentre LCD ha tralasciato le parti meno esposte; i vani portabagagli, nel modello nuovo, sono rivestiti in moquette, mentre l'AutoArt ne era priva; per il resto, i due modelli sono praticamente identici, compresa la forma dei cardini delle parti apribili...

 
Molto bello il rivestimento color alluminio del vano motore, così come le paratie color oro "anticalore". Tutte le griglie, anche le più minuscole, sono passanti e fotoincise; sono visibili anche gli attacchi degli ammortizzatori posteriori. Ovviamente tutto è cablato e piuttosto ben dettagliato, anche se alcuni piccoli particolari sono stati ricavati nello stampo della plastica e non applicati a parte.

Naturalmente il pezzo forte del motore, ovvero i due condotti dell'aria collegati alla presa sul tetto sono completamente rivestiti in "carbonio", tra l'altro con una tramatura piuttosto fine e realistica. I coperchi delle testate sono ad effetto "raggrinzito", con evidenziati in argento i loghi McLaren e BMW M-Power.


Bella anche la parte degli scarichi, di colore oro, forse solo un pelo troppo brillante anche se meno intenso dal vivo piuttosto che in fotografia. Anche qui, paratie anticalore, cavi e griglie fotoincise. Belli i terminali di scarico, realizzati con quattro tubi metallici molto sottili.
 


Gli interni sono molto ben fatti, con una spessa moquette ovunque, la trama del carbonio ben visibile, le cinture di sicurezza in tessuto con fibbie fotoincise per i tre posti, con quella del pilota di tipo racing a quattro punti. Bellissimo l'effetto "alcantara" sia sulla plancia che sulla parte centrale dei sedili, che non era presente sul modello AutoArt. Sono presenti ovviamente i piccoli pistoni per sostenere le porte aperte, ed i cardini sono veramente sottilissimi.

 
In questa foto dall'alto l'effetto vellutato e antiriflesso della plancia è ancora più visibile. Belle anche le griglie fotoincise che nascondono gli altoparlanti dell'impianto stereo.

Particolare inaspettato: l'aletta parasole (ovviamente unica e centrale) posta tra i due specchietti retrovisori è funzionante. Si può anche notare la spazzola del tergicristallo, realizzata in fotoincisione.


Ed ecco il particolare dei due vani laterali: rivestiti in moquette, con parti in carbonio, targhette e tutto quello che deve esserci. I due vani sono tenuti in posizione da due piccoli magneti (esattamente come nell'altro modello...) e ci sono anche le valigie su misura, che però, pur essendo ben fatte, leggermente meno accurate rispetto a quelle del modello AutoArt. Che però non aveva la moquette, quindi partita pari.

 
Il piccolo vano anteriore è ovviamente apribile, ed è stipato con vaschette, condotti e amplificatore dell'impianto stereo. Ottimo lavoro.

Belle le ruote, che sfoggiano cerchioni verniciati in un colore metallico che riproduce benissimo l'effetto "lega lucidata"; bene anche il dado centrale di fissaggio. Le razze lasciano intravedere i dischi freno (fotoincisi) forati, dotati di pinza marchiata Brembo. Peccato che, come spesso succede, non vi siano stampigliature di sorta sul fianco del pneumatico e che (come anche nel modello AutoArt) sia stata omessa la valvola di gonfiaggio.

La vista frontale segna un altro punto a favore del modello LCD: la fanaleria è decisamente più realistica e brillante rispetto a quella del modello concorrente. Notare anche il logo McLaren posto sul muso, di dimensioni un poco eccessive, ma che è realizzato in fotoincisione ed è a filo carrozzeria. Nel modello AutoArt c'è una decals inserita in un avvallamento dello stampo. Le due prese d'aria sono ovviamente chiuse con una griglia fotoincisa perforata.
 
Nella vista posteriore notiamo subito la fanaleria molto brillante, e meno incassata rispetto a quella del modello concorrente. Nei primi esemplari di LCD erano stati riscontrati dei disallineamenti dei fanali, che evidentemente sono stati risolti nel corso della produzione. Possiamo anche osservare le molte griglie fotoincise che chiudono le uscite d'aria, a partire da quella del parafango anteriore per finire con quella posta intorno ai quattro tubi di scarico, come già detto realizzati in tubo metallico e non in plastica. Notate anche lo spoiler, anch'esso rivestito internamente di materiale anticalore oro. La targhetta con il logo McLaren F1 è applicata.
 
Tirando le somme, possiamo senza dubbio affermare che questa McLaren F1 di LCD è un modello molto, molto ben fatto, che non ha nulla da invidiare al tanto quotato modello AutoArt: i difetti segnalati all'inizio della produzione (allineamenti delle parti mobili, posizionamento dei fanali e dei tubi di scarico ecc.) sono stati corretti nel corso del tempo, e sicuramente sia la cura dei dettagli e la verniciatura in particolare sono al top. Un ottimo acquisto da effettuare per chiunque voglia mettersi in collezione un modello superlativo della F1 senza spendere un capitale!

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