LE AUTO DELLA RIVAROSSI


Quando i signori Riva e Rossi si misero insieme nell’ottobre 1945, non immaginavano di diventare il più famoso produttore italiano di trenini elettrici. L’attività cominciò nel 1946 e fra i primi giocattoli vennero messe in commercio delle scatole di costruzioni meccaniche, che si ispiravano al Meccano inglese, ma erano costituite da pezzi di metallo lucido non verniciato. Le ruote, anziché col cerchione metallico e la gomma, erano in un unico pezzo di bakelite nera con impresso il nome Rivarossi. 
Pagina del catalogo Rivarossi con i modellini '0' (1:43) e '00' (1:80)
Seguirono molto presto i treni che furono affiancati, già a partire dal 1948 da tre modelli d’auto in scala 1:43 (Fiat 500 Topolino, Fiat 1100 furgone e Mercedes GP), e due in 1:87 (1100 furgone e Mercedes GP). Assieme alle auto Rivarossi produsse perfino dei piccoli Garage di legno, uno a quattro posti per la scala 1:87 e uno a tre posti per i modelli in 1:43, ciascuno venduto con 3 o 4 modellini uguali. Gli automodelli Rivarossi rimasero in catalogo fino al 1952.
Nello stesso catalogo erano illustrati i garage
When Mr. Riva and Mr. Rossi got together in October 1945, they had no idea of becoming the most famous Italian manufacturer of electric trains. The business began in 1946 and among the first toys they put on the market there were mechanical construction boxes, which were inspired by the English Meccano, but were made up of pieces of unpainted polished metal. The wheels, instead of the usual metal rim and rubber, were in a single piece of black bakelite emblazoned with the name Rivarossi. Trains that were joined very soon, as early as 1948, by three models of cars on a 1:43 scale (Fiat 500 Topolino (Mickey Mouse), Fiat 1100 van and Mercedes GP), and two in 1:87 (1100 van and Mercedes GP). 
La Mercedes-Benz Gran Premio in scala 1:87 di Rivarossi 
La stessa vettura in scala 1:43, con ruote gommate
Along with the Rivarossi cars, they produced even small wooden garages, one four-places for the 1:87 scale and a three-places one for the 1:43 models, each sold with 3 or 4 identical cars. Rivarossi's car models remained in the catalogue until 1952.
La Fiat 1100 furgone in 1:43, in un raro colore azzurro e con ruote gommate
 Vagone Rivarossi in 1:87 con due modellini del furgoncino Fiat 1100
 Vagoncino (più recente del precedente) con un solo furgone Fiat 1100
Il furgoncino Fiat 1100 in scala 1:87
Con il furgone 1100, che era grande abbastanza per contenere un motore elettrico, Rivarossi realizzò una pista elettrica simile alle slot car per via del perno che tratteneva il modello, ma con gli elementi di pista fabbricati in faesite (una pasta di legno) sui quali era stesa della polvere d’alluminio incollata che assicurava il contatto elettrico ai due pattini d’ottone sotto al modello. Fu illustrata sul catalogo 1948, ma pare che ne siano state effettivamente prodotte molto poche. Già nel 1950 la produzione dei trenini non consentiva ulteriori ampliamenti della serie di automodelli: l’offerta dei primi si era già molto ingrandita e la piccola fabbrica stentava a star dietro alle richieste.
Il filobus Alfa Romeo (che Rivarossi chiamava "Minobus") in scala 1:80 circa
Fra i vari trenini c’era anche un moderno tram a carrelli simile a quelli in uso a Milano. All’inizio degli anni ’50, Rivarossi rimase affascinata dai piccoli filobus elettrici prodotti in Germania dalla «Europa» di Fischer e Eheim. Ne acquisì la licenza e, adattandone il telaio e predisponendo una carrozzeria nuova, produsse un filobus Alfa Romeo motorizzato in scala 1:76 circa, che era piuttosto costoso e non disponeva della possibilità di avere scambi e incroci per la linea aerea. Non ebbe pertanto una grande diffusione, risultando oggi uno dei pezzi più rari della Casa comasca.
 Filobus Alfa Romeo Rivarossi in una colorazione tipica dei mezzi pubblici italiani
Diorama del filobus con linea aerea e due automodelli Pocher in 1:80
Nel 1955-57 nacquero due grossi modelli della Fiat 600 e Nuova 500 in scala 1:13. Inizialmente proposti in scatola di montaggio o montati, vennero in seguito venduti solo montati con le istruzioni per lo smontaggio. A parte poteva essere acquistato un kit che permetteva di guidare i modelli con la teleguida. La produzione di grandi modelli Rivarossi terminò con questi due ma dal 1961 ebbe il suo seguito presso l’affiliata Pocher.
 La Fiat 600 di Rivarossi, in scala 1:13, con cofano apribile e sterzo
La 600 con la scatola originale e i foglietti di istruzione per lo smontaggio
 Catalogo illustrante la Fiat 600 in scatola di montaggio
Una scatola di montaggio originale per la Fiat 600
 Sopra e sotto la Fiat 500 di Rivarossi, sempre in scala 1:13, priva di parti apribili
L’ultimo modello interamente Rivarossi fu un autosnodato Fiat 682N in scala 1:80 circa realizzato nel 1960 come carico per i vagoni ferroviari e solo successivamente venduto anche separatamente. In quegli anni Rivarossi assunse anche il ruolo di importatore per numerosi importanti marchi stranieri fra i quali Faller, Revell, Roco Minitanks, Vollmer e Wiking. 
Fiat 682 con semirimorchio cisterna Supercortemaggiore, in 1:87 
Pagina da catalogo con le auto grandi e gli articolati Fiat 682
Per avere la versione "Campari" occorreva acquistare il vagone che trasportava il semirimorchio (foto sotto)
 Semirimorchio Fiat 682 "Gondrand"
 La cisterna (qui in versione "Mobilgas") aveva una scaletta metallica sul lato destro
Vagone a 2 assi con motrice Fiat 682 (rossa, gialla o verde militare) 
I vagoni della serie militare. Quello con Jeep aveva modellini della Wiking
Fiat 682 trasporto missile. Per averlo occorreva comprare i vagoni
In tempi più recenti furono messi - come carichi sopra a dei vagoni ferroviari - dei modellini in scala H0 di Fiat 850, Fiat 124 e Alfa Romeo Giulia GT, il primo attribuito a Pocher (che costituiva ormai un marchio di proprietà Rivarossi), e gli altri due attribuiti a Rivarossi ma verosimilmente realizzati da Landi.
Il vagone trasporto auto era fornito con 6 Fiat 1800 della Wiking
Attorno al 1966-67 le 1800 furono sostituite da Fiat 850 che - sembra - fossero prodotte da Pocher
Successivamente fu la volta della Fiat 124, attribuita a Rivarossi ma più probabilmente realizzata da Landi
 Queste foto illustrano la Fiat 1800 della Wiking a confronto con quella della Landi
I modelli Landi erano anche venduti in scatolette di plastica trasparente
 Le differenti dimensioni della Fiat 850 Landi (sopra) e Rivarossi/Pocher (sotto)
 Il telaio della Fiat 850 coupé della Landi mostrava accenni di meccanica
 La 850 coupé di Landi era abbastanza ben riuscita
Sopra e sotto due immagini dell'Alfa Romeo Giulia GT della Landi
Pocher era una società torinese, fondata nel 1952 da Arnaldo Pocher con Corrado Muratore, che produsse di trenini elettrici e accessori di grande qualità, assumendo il grazioso marchio del re delle carte da gioco, mutuato dal cognome di Pocher, che ricorda il gioco del poker. L’affondamento dell’Andrea Doria, nel 1956, che trasportava un grosso quantitativo di vagoni Pocher diretti in America, potrebbe non essere estraneo alle difficoltà della piccola azienda, che alla lunga portarono (nel 1963) alla trasformazione in società per azioni con una forte partecipazione della Rivarossi che mantenne separato il marchio, utilizzandolo per alcune produzioni speciali.
 Fiat 600 Multipla di Pocher, 1:80. Esisteva in molte combinazioni di colore
 Fiat 600 berlina di Pocher, in 1:80
Fiat Nuova 500 di Pocher, 1:80
Nel 1958-59 si cimentò nella produzione di piccoli modelli promozionali per conto della Fiat, che ne faceva omaggio ai bambini al Salone dell’Automobile. I primi tre, in scala 1:80, erano costituiti da una semplice struttura a guscio erano La Fiat 600, 600 Multipla e Nuova 500. Ad esse fecero seguito la Fiat 1800 berlina e Station Wagon, con la parte superiore della carrozzeria realizzata con plastica trasparente verniciata, in modo da ottenere l’effetto dei finestrini. L’ultimo modello della serie, la Fiat 1500 cabriolet, rimase a lungo quale carico per un vagone a pianale prodotto dalla stessa Pocher. 
La Fiat 1800 berlina e giardinetta di Pocher, in scala 1:80 circa
La Fiat 1500 cabriolet. Il modello poteva avere le gomme verniciate di nero
Nel 1961 Pocher uscì con una ponderosa Fiat 1300/1500 in metallo pressofuso, dotata di cofano motore apribile, riproduzione del motore e motorino elettrico funzionante a pile. Essa diede inizio ad una lunga serie di modelli promozionali Fu commissionata dalla Fiat come promozionale, in occasione del lancio dell’auto vera, e venne successivamente messa in commercio anche in scatola di montaggio preverniciata. La scala prescelta era 1:13, compatibile con le Fiat 600 e Nuova 500 di Rivarossi. Essa diede inizio ad una lunga serie di modelli promozionali realizzati in plastica che durò fino al 1973-74 circa.
La prima di una serie di modelli in scala 1:13 di Pocher fu la Fiat 1300/1500
Landi invece era un piccolo produttore di modelli in scala un poco più grande dell’H0 (cioè circa 1:80 anziché 1:87), spesso utilizzati anche dalla Rivarossi come carico su alcuni vagoni e pertanto confusi con la stessa Rivarossi o addirittura con i Pocher. I modelli Landi non recano marchio e talvolta erano venduti in confezioni a vetrinetta di plastica rigida trasparente con basetta colorata. Fra le sue riproduzioni è da ricordare un’unica auto antica: una Fiat 508 Balilla che era una copia in scala ridotta dello stesso modello prodotto dalla Politoys.
La Fiat 508 Balilla in scala 1:80 circa della Landi

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