Salone dell’Automobile di Torino 2026
Conclusa ormai da anni la stagione dei Saloni con la “S”
maiuscola, continua quella degli happening all’aperto, con l’appuntamento a
Torino, che avrebbe richiamato 540.000 visitatori secondo gli organizzatori. La manifestazione si é svolta dal 11 al 13 settembre ed ha interessato i luoghi aulici della città, come Piazza San Carlo, Piazza Castello e i Giardini Reali.
Piazza Castello è stata invasa da circa 200 automobili
delle principali case cinesi (il Torino Automotive
Design Award 2026 è tra l’altro andato a 8 auto cinesi suddivise in tre
categorie) e su quelle si è appuntata una grande attenzione da parte gente, che
teneva d’occhio soprattutto i prezzi.
Ci sono state 132 novità che comprendevano 40 anteprime
nazionali, non poche per una manifestazione aperta sul territorio della città,
ma poche dalle case europee, fra le quali mancava (come del resto lo
scorso anno) il Gruppo Volkswagen, presente solo con la Porsche.
Piuttosto ridotta la presenza di Stellantis, che pure
presentava le nuove Fiat Grizzly nelle due versioni Crossover, di cui una con
coda tipo fastback e la nuova Lancia Gamma, parcheggiata distante dalla
Citroën da cui deriva e caratterizzata anche dietro dal particolare motivo a Y
introdotto appunto sulla Ypsilon (assente) ma solo davanti.
Il posto guida, non particolarmente ampio, della nuova Lancia Gamma
Per il resto c’è stato il solito trionfo di auto nere: d’accordo
riflettono la situazione attuale, ma la tinta certo non aiuta a dare slancio a
questi giardinettoni ormai imperanti e difficili da distinguere l’uno dall’altro.
Alcune Case cinesi, come la Hongqi, propongono frontali a
cascata di cromature estremamente esposte a piccoli urti, come se le sue auto
viaggiassero nel deserto senza traffico.
Molto interessante l’arrivo della Honda Prelude, unica auto sportiva a prezzo ancora abbordabile, che teneva compagnia all’ultima spider ancora in produzione, la Mazda Mx5.
Interesse del pubblico anche per le Itala 35 e 56 presentate al pubblico in piazzetta Reale: si tratta di due modelli cinesi del gruppo GAC, la Trumpchi GS3 e la Trumpchi Emkoo, nonché per le O.S.C.A. MT6 derivata dalla cinese Changan UNI-T, e MT8, derivata dalla Changan, UNI-K, in entrambi i casi modificate con la collaborazione di Italdesign.
In generale si è notato come anche le auto più
abbordabili hanno come caratteristica di avere gli esterni da vettura di classe
media e gli interni da auto piccola, con vani porta e spazio per i piedi non troppo ampi. Dominano anche le maniglie a scomparsa, decisamente scomode da
impugnare e, quando chiuse, difficili da aprire da parte dei soccorritori in
caso di incidente. Non per nulla la Cina ne ha vietato la diffusione, ma
ovviamente ciò vale solo sui nuovi modelli.
Renault Clio Alpine
Nei giardini di Palazzo Reale era possibile vedere alcune auto della Collezione Bertone, una bella scelta di autovetture della Ferrari del passato e del presente, delle "ancêtres" che parteciparono alla famosa corsa Londra-Brighton, un bel gruppo di capolavori a quattro ruote per ricordare l'opera di Marcello Gandini. Per i 120 anni
della Lancia erano esposta una Lambda del 1926 ed un nutrito gruppo di auto da rally, che ne ricordavano le glorie sportive. Alcune Lancia Gamma prima e seconda serie erano parcheggiate al centro di
viale 1°maggio.
Lungo il contorno della fontana delle Nereidi erano disposti dei veicoli dei Vigili del Fuoco, Carabinieri, Guardia di Finanza e
Polizia.

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