BRASILE: i modelli dell’altro mondo - parte prima

Non è facile parlare dell’industria del giocattolo brasileira, perché molte aziende sono scomparse prima dell’avvento di internet e quelle che restano non esportano fino da noi, come del resto anche quelle in attività ai loro tempi.

Tipici del Brasile sono i modelli di plastica "soffiata", come il Maggiolino, in varie versioni

Per di più ci sono modelli di un certo tono che, nella povertà generale del Paese sudamericano, hanno avuto una diffusione meno ampia e altri che invece erano e sono tuttora diffusissimi, ma si tratta di giocattoli di plastica soffiata entro stampi, con dettagli spesso grossolani e poco attraenti per un collezionista europeo. Eppure in Brasile furono apprezzati moltissimo, sia perché costavano ancora meno degli economici Matchbox, sia perché, a differenza di questi, avevano il pregio di riprodurre vetture brasiliane che i bambini vedevano tutti i giorni nel traffico.

Il modello di destra (senza marca) è brasiliano, copia dell'Arnold (a sin.) ma col lunotto rettangolare
Maggiolino copia Arnold ma con lunotto grande e tutto in plastica morbida, circa 1:18, senza marca

Nel 2021, alcuni membri dell'Acervo Museu Bolha (Collezione del Museo Bolha, nato per raccogliere testimonianza di questi piccoli giocattoli di plastica soffiata) che visitarono la fabbrica Joreal e strinsero amicizia con João Godoy, figlio del proprietario. Scoprirono che non possedeva solo una vasta collezione di giocattoli di plastica, ma anche un magazzino pieno degli stampi in acciaio originali. Dal 2022 c’è stato un rilancio dei loro prodotti utilizzando non solo gli stampi Joreal ma anche quelli recuperati da altre aziende dello stesso tipo, rivendendo attraverso il Museo giocattoli che non si vedevano più in commercio da oltre 30 anni. Una iniziativa particolare e di successo.

Attraverso immagini di modelli trovati presso collezionisti nostrani e con l'ausilio di notizie ricercate con difficoltà, possiamo mostrare ai nostri lettori un assaggio di quello che il Brasile ha prodotto nella seconda metà del secolo scorso, tralasciando modelli attuali prodotti in Cina appositamente per quel mercato.

Eccellente Dumper Mercedes-Benz LAK 1513 della Arpra, in 1:50

 PRODUTTORI

Della Anajé conosciamo soltanto un autocarro di latta piuttosto ben realizzato, con cassone e telone (in vera tela), movimento a molla e ruote gommate, prodotto attorno alla fine degli anni Cinquanta.

Molto più pregiati sono gli Arpra, casa brasiliana che si è specializzata nella riproduzione di autocarri in scala 1/50, di pregevole qualità, tenuto conto la provenienza. Come fattura sono infatti paragonabili ai modelli della Tekno, anche se la verniciatura è meno curata. Nel 1983 erano in catalogo 20 soggetti basati su varie motrici Mercedes-Benz, Volvo e Scania, oltre a un autobus Mercedes-Benz O364, uscito nel 1984. La Arpra ha fabbricato mezzi da cantiere promozionali per la Caterpillar e in tempi recenti è apparso anche un autobus Mercedes-Benz O400 a tre assi.

Mercedes-Benz LS1932 della Arpra, 1:50, abbinabile a diversi tipi di semirimorchio

Atma era un produttore brasiliano di accessori per cucina in plastica e articoli sanitari, pure in plastica. Negli anni Sessanta iniziò a produrre giocattoli che andavano dalle bambole ai trenini, comprese alcune auto in kit di plastica di buona fattura. Si conoscono 3 modelli: DKW Vemaguet, DKW Candango (Munga) e VW Fusca (Maggiolino). Si conoscono anche dei micromodelli prodotti dalla stessa Atma, sui 5 cm di lunghezza, fra i quali c’é una autobotte Studebaker che è una copia di dimensioni ridotte di analogo modello Dinky Toys inglese.

Chevrolet 1957 dei pompieri, con teleguida, della Atma, 1:25 circa
Coupé con parti apribili, ebbe i marchi Atma e Mirim
Sopra e sotto: la bella DKW Candango di Atma in kit o montata, scala 1:25

Citiamo la Bandeirante perché fabbricava in Brasile giocattoli in latta pesante su licenza Tonka, mentre la Braskit realizzava scatole di montaggio di auto da corsa, su licenza dell’inglese Merit. Alcune erano marcate Atma.

Della Brinkyboy conosciamo un modello in scala 1:18 circa di un Maggiolino copia del modello della tedesca Arnold ma con lunotto ovale.

Sopra e sotto: VW Maggiolino (Fusca) della Polizia, copia Arnold di Brinkiboy, 1:18 circa

La Brosol era una affiliata brasiliana della francese Solido, fondata da Martin Bromberg nel 1940, produceva alcuni modelli su licenza del produttore francese, compresi quelli antichi della serie “Age d’Or”. I modelli erano pressofusi presso la Solex di San Paolo che produceva anche i carburatori per le auto e quindi realizzava modelli con fusioni accurate e zamac di qualità. Tuttavia gli stampi originali di produzione locale furono solo tre: una Volkswagen Maggiolino 1500, una Chevrolet Opala, entrambi apparsi fra il 1974 e il 1976, e un Dune Buggy Bugre Draco.

Sopra e sotto: Volkswagen 1500 della Brosol, 1:43

La “Manuforma de brinquedos Castor S.A.” fu fondata a Curitiba nello stato del Paranà attorno al 1960 e rimase in attività per un decennio, sfornando una serie di giocattoli in legno di grande qualità e con buona fedeltà alle auto vere. Merito anche del sapiente utilizzo di alcune parti in plastica (ad esempio la mascherina nel caso degli autocarri Ford) che rendeva realistici i modelli. Si conoscono anche alcuni giocattoli in una plastica molto dura, adatti anche per giochi da spiaggia, come un bel pick up Chevrolet (brasiliana) del 1963 e in plastica soffiata piuttosto rigida, come un ribaltabile FNM.

Pagina del catalogo Castor
Autobetoniera FNM 1000 della Carona Ltda. in scala 1:25 circa

Della Deniplastil conosciamo solo delle penny toys in plastica ‘soffiata’. Pare che sia tuttora in attività con alcuni modelli della Fiat Brasiliana (Uno e 127 Panorama) di dimensioni piuttosto grandi (22 e 24 cm) e una Ferrari Testarossa in scala 1/18. Fra i piccoli produttori abbiamo notizia di una Ford Escort 1966 in plastica ‘soffiata’ della Ditoy.

Ferrari Testarossa della Deniplastil in scala 1:18 circa
DKW Vemag artigianale in stucco pieno (o resina) senza marca, 1:43

A San Paolo, negli anni '50, Eliano Kapaz, come molti figli di immigrati siriani e libanesi, iniziò aiutando il padre, Bady Kapaz, in un negozio di tessuti in Rua 25 de Março. Tuttavia, già all'età di 16 anni, decise di affrontare una nuova sfida: l'industria. Avviò una piccola tessitura che in seguito sarebbe diventata la Elka Plastics Industry Ltd. Così, con una sola pressa a iniezione installata in un magazzino, iniziò la produzione di utensili in plastica. Acquisendo esperienza, intuì la possibilità di utilizzare la plastica per produrre giocattoli più resistenti e interessanti. Fu così che, nel luglio del 1955, nacque ELKA. Nel corso del tempo, altri due fratelli, Emile ed Eduardo, si unirono alla società, e l'azienda crebbe e si affermò come una delle principali industrie del suo settore in Brasile. Attorno al 1970, produsse un grosso autocarro Berliet TBO da cantiere, lungo 38 cm, che appariva essere una copia in scala grande (circa 1/18) di un analogo modello della Norev. Degli anni ’90 è un semiarticolato Scania, sempre tutto in plastica e in 1/25 circa, abbastanza fedele al vero. Questo modello aveva porte apribili e cabina reclinabile, con grossolana riproduzione del motore 8V. Situata in Avenida Casa Verde, nella zona nord di San Paolo, la fabbrica esiste ancora e occupa un'area di 12.000 m², gestita dalla seconda generazione della famiglia, e si dedica a produrre giocattoli creativi con design moderni e distintivi.

Jeep Bantam della Estrela, 1:43 circa, copia di analogo giocattolo dell'americana Ideal
VW Maggiolino, Estrela, 1:45 circa (foto Houchangnia)

La Esdeco ha prodotto in Brasile delle copie di Hot Wheels, talora elaborandoli (come ad esempio un surfer trasformato in autocarro con container). Su una scatola di questi modelli appare il marchio argentino Muky, il che porta a pensare che questo fabbricante potesse essere in qualche modo collegato al furto di stampi di cui la Muky fu vittima.

Volkswagen Fusca ambulanza, Estrela, ispirata ai tedeschi DUX
Sopra e sotto: VW Fusca di Estrela, latta con movimento a frizione, 1:36 circa

Molto importante è la Estrela, fondata nel 1937 come una modesta fabbrica che produceva bambole di pezza e veicoli di legno. In pochi anni è passata a fabbrica in grado di produrre giocattoli di latta, di plastica e in altri materiali. Nel 1944 fu una delle prime società anonime a costituirsi con capitale proprio. Nella decade degli anni Quaranta mise in commercio il primo giocattolo di legno con suono e movimento, un cane chiamato “Mimoso” e la versione brasiliana del Monopoli. Con l’inizio degli anni ’50 Estrela passò all’uso della plastica, dapprima nella produzione delle bambole, mentre utilizzava ancora la lamiera per le proprie autogiocattolo. Ebbe in produzione diversi Maggiolino Volkswagen: quelli di piccole dimensioni erano copiati dai tedeschi DUX, ma un poco più grandi, mentre quelli in scala 1/18 erano molto simili a modelli Bandai, però con alcune modifiche. Sul Maggiolino della Estrela il cofano anteriore era apribile mentre sul modello della Bandai era fisso. 

Volkswagen Maggiolino Estrela, apribile, scala 1:18 circa

Fra le autogiocattolo in legno c’era una giardinetta Willys Rural piuttosto fedele all’originale. Verso la fine degli anni ’60 il successo maggiore di Estrela fu la bambola Susi prodotta fino al 1985 in 20 milioni di pezzi e tornata in produzione dopo il 1997. La fabbricazione di autogiocattolo ha compreso anche semplici autogiocattolo in plastica ‘soffiata’ che costavano pochi cruzeiros e che rappresentano per noi delle curiosità, in quanto spesso rappresentano auto del mercato brasiliano, non riprodotte da altri fabbricanti. Accanto a queste penny toys la Estrela aveva dei discreti modelli in plastica con motore a batteria e, a partire dal 1979, le prime auto radiocomandate, che ancora oggi fanno parte del catalogo. Nel 1980 Estrela mise in vendita “Genius” il primo giocattolo elettronico brasiliano: si trattava di un calcolatore parlante. Nel 1989 aprì un nuovo stabilimento a Manaus, destinato soprattutto ai giocattoli di plastica, in appoggio allo stabilimento principale di San Paolo. I successi nel campo della produzione di giocattoli ispirati a personaggi televisivi come Batman e Superman convinsero la Estrela ad aprire un terzo stabilimento nel Minas Gerais. Nel 2003 iniziò la costruzione del terzo impianto a Itapira, nella zona di San Paolo e nel 2006 la produzione Estrela si articolava su più di 400 giocattoli diversi suddivisi in bambole, personaggi, giochi di società e veicoli, oggi quasi tutti radiocomandati in scale variabili fra 1/32 e 1/16. Con oltre 70 anni di attività, Estrela è una delle imprese più longeve oggi presenti in Brasile.

Sopra e sotto: VW Brasilia in plastica 'soffiata' della Estrela, 1:43
Fiat 147 pompieri della Estrela, circa 1:18

Con il marchio Autorama la Estrela cominciò nel 1963 la produzione di slot car in Brasile. Molti modelli erano su licenza di Gilbert, Cox e Monogram e nel 1965 adottò, sempre su licenza americana, gli elementi di pista della Strombecker. La maggior parte della produzione era in scala 1/32, ma Estrela mise in commercio anche una piccola pista in scala H0 (impropriamente in quanto era in 1/60) su cui correvano due auto, una Volkswagen e una Renault Dauphine.

Autopista "Autorama" in 1:66 circa di Estrela
VW Fusca, senza marca, ispirato ancora al modello della tedesca Arnold, 1:18 circa
Un piccolo produttore artigiano, Giorno, ha realizzato dei modellini in scala H0 in resina trasparente piena, interessanti a livello di completamento di altre collezioni.
Chevrolet Corvette, Giorno, 1:87
Fiat Premio, Giorno, 1:87
Fiat Tempra. Giorno, 1:87
Volkswagen Brasilia, Giorno, 1:87
Volkswagen Fusca, Giorno, 1:87
A sinistra VW K-Ghia TC, a destra due VW SP-2 coupé, Giorno, 1:87
Volkswagen 1500, Giorno, 1:87
MP Lafer, Giorno, 1:87
Puma GTb coupè, Giorno, 1:87







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