BRASILE: i modelli dell’altro mondo - parte prima
Non è facile parlare dell’industria
del giocattolo brasileira, perché molte aziende sono scomparse prima dell’avvento
di internet e quelle che restano non esportano fino da noi, come del resto
anche quelle in attività ai loro tempi.
Per di più ci sono modelli di un certo tono che, nella povertà generale del Paese sudamericano, hanno avuto una diffusione meno ampia e altri che invece erano e sono tuttora diffusissimi, ma si tratta di giocattoli di plastica soffiata entro stampi, con dettagli spesso grossolani e poco attraenti per un collezionista europeo. Eppure in Brasile furono apprezzati moltissimo, sia perché costavano ancora meno degli economici Matchbox, sia perché, a differenza di questi, avevano il pregio di riprodurre vetture brasiliane che i bambini vedevano tutti i giorni nel traffico.
Nel 2021, alcuni membri dell'Acervo
Museu Bolha (Collezione del Museo Bolha, nato per raccogliere testimonianza di
questi piccoli giocattoli di plastica soffiata) che visitarono la fabbrica
Joreal e strinsero amicizia con João Godoy, figlio del proprietario. Scoprirono
che non possedeva solo una vasta collezione di giocattoli di plastica, ma anche
un magazzino pieno degli stampi in acciaio originali. Dal 2022 c’è stato un
rilancio dei loro prodotti utilizzando non solo gli stampi Joreal ma anche
quelli recuperati da altre aziende dello stesso tipo, rivendendo attraverso il
Museo giocattoli che non si vedevano più in commercio da oltre 30 anni. Una
iniziativa particolare e di successo.
Attraverso immagini di modelli trovati presso collezionisti nostrani e con l'ausilio di notizie ricercate con difficoltà, possiamo mostrare ai nostri lettori un assaggio di quello che il Brasile ha prodotto nella seconda metà del secolo scorso, tralasciando modelli attuali prodotti in Cina appositamente per quel mercato.
PRODUTTORI
Della Anajé conosciamo soltanto un autocarro
di latta piuttosto ben realizzato, con cassone e telone (in vera tela), movimento
a molla e ruote gommate, prodotto attorno alla fine degli anni Cinquanta.
Molto più pregiati sono gli Arpra,
casa brasiliana che si è specializzata nella riproduzione di autocarri in scala
1/50, di pregevole qualità, tenuto conto la provenienza. Come fattura sono
infatti paragonabili ai modelli della Tekno, anche se la verniciatura è meno curata. Nel 1983
erano in catalogo 20 soggetti basati su varie motrici Mercedes-Benz, Volvo e
Scania, oltre a un autobus Mercedes-Benz O364, uscito nel 1984. La Arpra ha
fabbricato mezzi da cantiere promozionali per la Caterpillar e in tempi recenti
è apparso anche un autobus Mercedes-Benz O400 a tre assi.
Atma era un produttore brasiliano di
accessori per cucina in plastica e articoli sanitari, pure in plastica. Negli
anni Sessanta iniziò a produrre giocattoli che andavano dalle bambole ai
trenini, comprese alcune auto in kit di plastica di buona fattura. Si conoscono
3 modelli: DKW Vemaguet, DKW Candango (Munga) e VW Fusca (Maggiolino). Si
conoscono anche dei micromodelli prodotti dalla stessa Atma, sui 5 cm di
lunghezza, fra i quali c’é una autobotte Studebaker che è una copia di
dimensioni ridotte di analogo modello Dinky Toys inglese.
Citiamo la Bandeirante perché fabbricava
in Brasile giocattoli in latta pesante su licenza Tonka, mentre la Braskit
realizzava scatole di montaggio di auto da corsa, su licenza dell’inglese
Merit. Alcune erano marcate Atma.
Della Brinkyboy conosciamo un modello in scala 1:18 circa di un Maggiolino copia del modello della tedesca Arnold ma con lunotto ovale.
La Brosol era una affiliata brasiliana
della francese Solido, fondata da Martin Bromberg nel 1940, produceva alcuni
modelli su licenza del produttore francese, compresi quelli antichi della serie
“Age d’Or”. I modelli erano pressofusi presso la Solex di San Paolo che produceva
anche i carburatori per le auto e quindi realizzava modelli con fusioni
accurate e zamac di qualità. Tuttavia gli stampi originali di produzione locale
furono solo tre: una Volkswagen Maggiolino 1500, una Chevrolet Opala, entrambi
apparsi fra il 1974 e il 1976, e un Dune Buggy Bugre Draco.
La “Manuforma de brinquedos
Castor S.A.” fu fondata a Curitiba nello stato del Paranà attorno al 1960 e
rimase in attività per un decennio, sfornando una serie di giocattoli in legno
di grande qualità e con buona fedeltà alle auto vere. Merito anche del sapiente
utilizzo di alcune parti in plastica (ad esempio la mascherina nel caso degli
autocarri Ford) che rendeva realistici i modelli. Si conoscono anche alcuni
giocattoli in una plastica molto dura, adatti anche per giochi da spiaggia,
come un bel pick up Chevrolet (brasiliana) del 1963 e in plastica soffiata
piuttosto rigida, come un ribaltabile FNM.
Della Deniplastil conosciamo solo delle penny toys in plastica ‘soffiata’. Pare che sia tuttora in attività con alcuni
modelli della Fiat Brasiliana (Uno e 127 Panorama) di dimensioni piuttosto
grandi (22 e 24 cm) e una Ferrari Testarossa in scala 1/18. Fra i piccoli
produttori abbiamo notizia di una Ford Escort 1966 in plastica ‘soffiata’ della
Ditoy.
A
San Paolo, negli anni '50, Eliano Kapaz, come molti figli di immigrati siriani
e libanesi, iniziò aiutando il padre, Bady Kapaz, in un negozio di tessuti in
Rua 25 de Março. Tuttavia, già all'età di 16 anni, decise di affrontare una
nuova sfida: l'industria. Avviò una piccola tessitura che in seguito sarebbe
diventata la Elka Plastics Industry Ltd. Così, con una sola pressa a iniezione
installata in un magazzino, iniziò la produzione di utensili in plastica.
Acquisendo esperienza, intuì la possibilità di utilizzare la plastica per
produrre giocattoli più resistenti e interessanti. Fu così che, nel luglio del
1955, nacque ELKA. Nel corso del tempo, altri due fratelli, Emile ed Eduardo,
si unirono alla società, e l'azienda crebbe e si affermò come una delle
principali industrie del suo settore in Brasile. Attorno al 1970, produsse un
grosso autocarro Berliet TBO da cantiere, lungo 38 cm, che appariva essere una
copia in scala grande (circa 1/18) di un analogo modello della Norev. Degli
anni ’90 è un semiarticolato Scania, sempre tutto in plastica e in 1/25 circa,
abbastanza fedele al vero. Questo modello aveva porte apribili e cabina
reclinabile, con grossolana riproduzione del motore 8V. Situata in Avenida Casa
Verde, nella zona nord di San Paolo, la fabbrica esiste ancora e occupa un'area
di 12.000 m², gestita dalla seconda generazione della famiglia, e si dedica a
produrre giocattoli creativi con design moderni e distintivi.
La Esdeco ha prodotto in Brasile delle
copie di Hot Wheels, talora elaborandoli (come ad esempio un surfer trasformato
in autocarro con container). Su una scatola di questi modelli appare il marchio
argentino Muky, il che porta a pensare che questo fabbricante potesse essere in
qualche modo collegato al furto di stampi di cui la Muky fu vittima.
Molto importante è la Estrela, fondata nel 1937 come una modesta fabbrica che produceva bambole di pezza e veicoli di legno. In pochi anni è passata a fabbrica in grado di produrre giocattoli di latta, di plastica e in altri materiali. Nel 1944 fu una delle prime società anonime a costituirsi con capitale proprio. Nella decade degli anni Quaranta mise in commercio il primo giocattolo di legno con suono e movimento, un cane chiamato “Mimoso” e la versione brasiliana del Monopoli. Con l’inizio degli anni ’50 Estrela passò all’uso della plastica, dapprima nella produzione delle bambole, mentre utilizzava ancora la lamiera per le proprie autogiocattolo. Ebbe in produzione diversi Maggiolino Volkswagen: quelli di piccole dimensioni erano copiati dai tedeschi DUX, ma un poco più grandi, mentre quelli in scala 1/18 erano molto simili a modelli Bandai, però con alcune modifiche. Sul Maggiolino della Estrela il cofano anteriore era apribile mentre sul modello della Bandai era fisso.
Fra le
autogiocattolo in legno c’era una giardinetta Willys Rural piuttosto fedele
all’originale. Verso la fine degli anni ’60 il successo maggiore di Estrela fu
la bambola Susi prodotta fino al 1985 in 20 milioni di pezzi e tornata in
produzione dopo il 1997. La fabbricazione di autogiocattolo ha compreso anche
semplici autogiocattolo in plastica ‘soffiata’ che costavano pochi cruzeiros
e che rappresentano per noi delle curiosità, in quanto spesso rappresentano auto
del mercato brasiliano, non riprodotte da altri fabbricanti. Accanto a queste penny
toys la Estrela aveva dei discreti modelli in plastica con motore a
batteria e, a partire dal 1979, le prime auto radiocomandate, che ancora oggi fanno parte del catalogo. Nel 1980 Estrela mise in vendita
“Genius” il primo giocattolo elettronico brasiliano: si trattava di un calcolatore
parlante. Nel 1989 aprì un nuovo stabilimento a Manaus, destinato soprattutto
ai giocattoli di plastica, in appoggio allo stabilimento principale di San
Paolo. I successi nel campo della produzione di giocattoli ispirati a
personaggi televisivi come Batman e Superman convinsero la Estrela ad aprire un
terzo stabilimento nel Minas Gerais. Nel 2003 iniziò la costruzione del terzo
impianto a Itapira, nella zona di San Paolo e nel 2006 la produzione Estrela si
articolava su più di 400 giocattoli diversi suddivisi in bambole, personaggi, giochi di società e veicoli, oggi quasi tutti
radiocomandati in scale variabili fra 1/32 e 1/16. Con oltre 70 anni di
attività, Estrela è una delle imprese più longeve oggi presenti in Brasile.
Con il marchio Autorama la
Estrela cominciò nel 1963 la produzione di slot car in Brasile. Molti modelli
erano su licenza di Gilbert, Cox e Monogram e nel 1965 adottò, sempre su
licenza americana, gli elementi di pista della Strombecker. La maggior parte
della produzione era in scala 1/32, ma Estrela mise in commercio anche una
piccola pista in scala H0 (impropriamente in quanto era in 1/60) su cui
correvano due auto, una Volkswagen e una Renault Dauphine.


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