Officina 942 Fiat Tipo 12ter da record del 1911 in 1:43
Un’auto sfrenata nel vero senso della parola, perché
aveva i freni solo sulle ruote posteriori, mentre era tutta protesa nella
ricerca di battere un record di velocità che, proprio per i freni
insufficienti, le fu precluso.
Partiamo dall’inizio, seguendo la storia che il libretto accluso al modellino di Officine 942 racconta e che ci descrive questo singolare bolide che montava un motore aeronautico tipo
S76 (in qualche testo è chiamata Fiat S76) da 28,4 litri di cilindrata su 4
cilindri.
Nel 1908 Fiat competeva (vincendo) con la Napier inglese
e quando nel 1909 la Benz superò per la prima volta i 200 Km/h, Fiat volle
sfidarla e battere il record.
Per questo è anche nota come Fiat 300hp Record, anche se
i cavalli in realtà erano all’incirca 290, ma motivi pubblicitari ne aggiunsero
10 per fare cifra tonda.
Per fare stare il motore, il cofano fu innalzato fino a 1
metro e 60 di altezza e il radiatore prese una forma slanciata “a pera” che poi
passò (ridimensionata) nella produzione delle normali Fiat di serie.
Il pilota collaudatore Bordino durante le prove pare avesse superato agevolmente i 200Km/h, ma quando la vettura affrontò il tentativo di
record su una spiaggia dello Yorkshire, non andò oltre i 190Km/ perché, a causa
del peso, sprofondava leggermente nella sabbia trovando una resistenza
inaspettata.
L’auto fu venduta a un nobile russo che ingaggiò un
pilota belga per ritentare l’impresa sulla spiaggia di Ostenda. La quale riuscì
a metà.
Sul chilometro della misurazione l’auto aveva accelerato
bene, finendo a circa 240 Km/h e battendo il record con 211,661 Km/h misurati,
ma andò lunga a causa dei freni e si danneggiò per via dello spazio troppo
ridotto a disposizione.
La regola per omologare il record prevedeva un secondo
passaggio in senso inverso entro un’ora dal primo di andata. Riparare la
macchina entro un’ora non era possibile e il record non fu registrato.
Di questa vettura abbiamo tre riproduzioni in scala 1:43.
La più anziana viene dalla Dugu, un modello molto bello
ma con le ruote a raggi che innescano una reazione chimica con le gomme e tendono a
deformarsi. Il modello della Dugu (che era chiamata Fiat S.76 sul catalogo) era lontana da
certe finezze delle origini come la trasmissione a catena malamente realizzata in
plastica anziché con una vera catenella come su altri modelli della Casa di
Varallo. Si tratta in ogni caso di un modello piuttosto raro.
Officina 942 ci propone la stessa vettura ma, proprio per
evitare un doppione, ha riprodotto quella con la vistosa carenatura anteriore
vista a Ostenda, che avrebbe in qualche modo migliorato l’aerodinamica anche se
a quell’epoca era tutto fatto in modo empirico e senza studi appropriati.
Con Officina 942 non ci sono ruote a raggi, essendo i
modelli realizzati in modo eccellente dal punto di vista della fedeltà al vero,
ma con alcune semplificazioni che ci riportano alle miniature pressofuse degli
anni Cinquanta. Tuttavia la vista d’insieme è molto buona e la trasmissione a
catena è resa con particolari fotoincisi di aspetto senz’altro migliore della
catena di plastica della Dugu.
Come già per modelli precedenti, la Fiat Tipo 12ter
di Officina 942 è accompagnata da un libretto ricco di notizie, foto, dati
tecnici e perfino delle biografie dei due piloti che affrontarono i rischi di
guidarla all’estremo nei tentativi di record.
La terza Fiat S76 è stata proposta da AutoCult.
Aggiungiamo un modellino della "Beast of Turin" (la Bestia era uno dei soprannomi di questo bolide della Fiat) apparso recentemente nella gamma in scala 1:66 di Hot Wheels.



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