90 anni fa la Fiat “Topolino”
Il senatore Giovanni Agnelli avrebbe rinunciato
volentieri all’incarico se non gli fosse stato conferito da Benito Mussolini in
persona. Avrebbe dovuto creare una vetturetta che si potesse vendere al prezzo
di 5000 lire per motorizzare l’Italia.
La “Balilla” ne costava più del doppio quando fu lanciata
nel 1932.
Per il primo prototipo fu scelta dall’ing.Lardone una
soluzione a 4 posti con motore e trazione anteriore. Sfortuna volle che durante
una prima prova su strada, presente Giovanni Agnelli, il motore prendesse
fuoco. Agnelli da allora non volle più sentir parlare di trazione anteriore
anche se, molto probabilmente, non era certo questa la causa dell’incidente.
Il progetto fu passato a un giovane Dante Giacosa che,
prendendo a modello la Balilla, cominciò a tagliare tutto quello che poteva:
radiatore in posizione elevata per funzionare senza la pompa, lo stesso dicasi
per il serbatoio con alimentazione a caduta. Motore a 4 cilindri con valvole
laterali e impianto di lubrificazione a sbattimento cioè senza pompa e con la
distribuzione dell’olio generata dagli organi meccanici in movimento.
La vetturetta superò i collaudi nel 1934 raggiungendo gli
82 Km/h, e completò gli affinamenti fino alla presentazione ufficiale il 10
giugno 1936 a Villa Torlonia.
L’obiettivo delle 5000 lire fu mancato di parecchio (la
500 da nuova costava 8900 lire) e per di più la vettura disponeva di soli due
posti.
Dietro ai sedili anteriori c’era infatti lo spazio per i
bagagli, ma la fantasia italiana era tale che in tale spazio venissero
normalmente caricati almeno 2 o 3 bambini, ma spesso anche adulti.
Il problema consisteva nella scarsa capacità delle mezze
balestre di cui erano fornite le sospensioni posteriori (chiamate anche “a
balestra corta” per questo motivo) di sostenere il peso della vettura (men che
meno quello del furgoncino con i suoi 300Kg di portata). La cosa fu risolta
entro un anno e mezzo dall’introduzione e a partire dal 1938, tutte le
Topolino, nomignolo scelto perché il muso della macchina ricordava Mickey Mouse
di Walt Disney, ebbero le balestre posteriori semiellittiche di lunghezza e
robustezza adeguata.
La 500 (poi detta anche 500A) fu costruita fino al 1948
in 110.000 esemplari e quell’anno fu sostituita dalla 500B, con nuovo motore a
valvole in testa da 16,5cv in luogo dei 13 della “A”. La 500B rimase in listino
un solo anno e vendette 21.000 unità compresa la nuova giardinetta con fiancate
di legno, che poteva – questa sì – ospitare 4 persone e un po’ di bagaglio.
Nel 1936 un modello in gomma della 500A fu realizzato
dalla Pirelli, nota produttrice di pneumatici, mentre nel 1949-50 Rivarossi
realizzò una 500B di plastica in scala 1:43 circa. Negli stessi anni la MLB
produsse tre Topolino di latta piuttosto belle (anche se la giardinetta legno
non è proprio fedele all’originale), dopodiché la piccola vettura rimase senza
altre riproduzioni fino a che la Dugu di Varallo Sesia mise in commercio la sua
Topolino nella serie “Museo”. Era disponibile con il tettuccio di tela aperto o
chiuso. Difficile trovare esemplari del modello che non presentino lo
scioglimento dei cerchioni dovuto a una incompatibilità chimica con le
“gommine”.
Con la chiusura di Dugu ci pensò un artigiano che, col
marchio ARO, riprese a produrre in white metal la 500A, quindi, finalmente,
Brumm soddisfece la fame di questa vettura che i collezionisti di modelli in
scala avevano da tempo.
Brumm fece un mucchio di deliziose versioni pubblicitarie
del furgoncino, alle quali si sono poi aggiunte le versioni da edicola di IXO.
Citiamo infine due bellissime scatole di montaggio della
Bronco, con due modelli (berlina e furgoncino) di grande finezza ma realizzati
nella scala 1:35 adatta per i diorami militari.

.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)

Commenti
Posta un commento