90 anni fa la Fiat “Topolino”

Il senatore Giovanni Agnelli avrebbe rinunciato volentieri all’incarico se non gli fosse stato conferito da Benito Mussolini in persona. Avrebbe dovuto creare una vetturetta che si potesse vendere al prezzo di 5000 lire per motorizzare l’Italia.

Fiat 500 "Topolino" tetto apribile in una foto ufficiale del 1936

La “Balilla” ne costava più del doppio quando fu lanciata nel 1932.

Per il primo prototipo fu scelta dall’ing.Lardone una soluzione a 4 posti con motore e trazione anteriore. Sfortuna volle che durante una prima prova su strada, presente Giovanni Agnelli, il motore prendesse fuoco. Agnelli da allora non volle più sentir parlare di trazione anteriore anche se, molto probabilmente, non era certo questa la causa dell’incidente.

Fiat 500 Topolino in gomma, realizzata da Pirelli nel 1936, scala 1:24 circa

Il progetto fu passato a un giovane Dante Giacosa che, prendendo a modello la Balilla, cominciò a tagliare tutto quello che poteva: radiatore in posizione elevata per funzionare senza la pompa, lo stesso dicasi per il serbatoio con alimentazione a caduta. Motore a 4 cilindri con valvole laterali e impianto di lubrificazione a sbattimento cioè senza pompa e con la distribuzione dell’olio generata dagli organi meccanici in movimento.

La vetturetta superò i collaudi nel 1934 raggiungendo gli 82 Km/h, e completò gli affinamenti fino alla presentazione ufficiale il 10 giugno 1936 a Villa Torlonia.

Sopra e sotto: la Fiat 500A Topolino di Laudoracing, in 1:18

L’obiettivo delle 5000 lire fu mancato di parecchio (la 500 da nuova costava 8900 lire) e per di più la vettura disponeva di soli due posti.

Dietro ai sedili anteriori c’era infatti lo spazio per i bagagli, ma la fantasia italiana era tale che in tale spazio venissero normalmente caricati almeno 2 o 3 bambini, ma spesso anche adulti.

La Topolino giardinetta della MLB in scala 1:20 circa
Topolino furgoncino di MLB, 1:20circa
MLB autorimessa Topolino con berlina, furgone e giardinetta, 1:20circa

Il problema consisteva nella scarsa capacità delle mezze balestre di cui erano fornite le sospensioni posteriori (chiamate anche “a balestra corta” per questo motivo) di sostenere il peso della vettura (men che meno quello del furgoncino con i suoi 300Kg di portata). La cosa fu risolta entro un anno e mezzo dall’introduzione e a partire dal 1938, tutte le Topolino, nomignolo scelto perché il muso della macchina ricordava Mickey Mouse di Walt Disney, ebbero le balestre posteriori semiellittiche di lunghezza e robustezza adeguata.

Topolino con capote aperta, Dugu Museo, 1:43
Topolino della Dugu Museo, chiuse e aperte in vari colori
Topolino normale e Mille Miglia in white metal di ARO, 1:43

La 500 (poi detta anche 500A) fu costruita fino al 1948 in 110.000 esemplari e quell’anno fu sostituita dalla 500B, con nuovo motore a valvole in testa da 16,5cv in luogo dei 13 della “A”. La 500B rimase in listino un solo anno e vendette 21.000 unità compresa la nuova giardinetta con fiancate di legno, che poteva – questa sì – ospitare 4 persone e un po’ di bagaglio.

Fiat 500B Topolino giardinetta ad un raduno
Topolino giardinetta della King, modello di resina in 1:43
Topolino giardinetta di Vitali, modello in resina in piccola serie, scala 1:24

Nel 1936 un modello in gomma della 500A fu realizzato dalla Pirelli, nota produttrice di pneumatici, mentre nel 1949-50 Rivarossi realizzò una 500B di plastica in scala 1:43 circa. Negli stessi anni la MLB produsse tre Topolino di latta piuttosto belle (anche se la giardinetta legno non è proprio fedele all’originale), dopodiché la piccola vettura rimase senza altre riproduzioni fino a che la Dugu di Varallo Sesia mise in commercio la sua Topolino nella serie “Museo”. Era disponibile con il tettuccio di tela aperto o chiuso. Difficile trovare esemplari del modello che non presentino lo scioglimento dei cerchioni dovuto a una incompatibilità chimica con le “gommine”.

Fiat 500B della Rivarossi, 1949 circa, scala 1:40

Fiat 500A venduta da Mondadori come allegato al fumetto "Topolino"

Con la chiusura di Dugu ci pensò un artigiano che, col marchio ARO, riprese a produrre in white metal la 500A, quindi, finalmente, Brumm soddisfece la fame di questa vettura che i collezionisti di modelli in scala avevano da tempo.

Sopra e sotto: la Fiat 500A di Brumm con il tettuccio apribile, 1:43

Fiat 500A di Brumm con tetto metallico con bombole per il metano sul retro, 1:43
Fiat 500A DeAgostini per una iniziativa editoriale, 1:43
Sopra e sotto: due varianti della Fiat 500A di Norev, 1:43

Fiat 500A cabriolet Montescani 1939, Officina 942, 1:76
Fiat 500A 1936, Officina 942, 1:76
Fiat 500A berlinetta Vignale 1947, Officina 942, 1:76
Fiat 500A, Welly, 1:48
La Fiat 500A di Brumm, 1:43, a confronto col modello di Welly in 1:48
Fiat 500 Topolino 1936, Welly, 1:38

Brumm fece un mucchio di deliziose versioni pubblicitarie del furgoncino, alle quali si sono poi aggiunte le versioni da edicola di IXO.

Fiat 500A furgoncino
Fiat 500A furgone "Gillette", Brumm 1:43
Fiat 500A furgoncino Campari, Brumm, 1:43
Fiat 500A furgoncino "Galbani", Brumm, 1:43
Fiat 500A della Stipel e delle Poste, Brumm, 1:43
Fiat 500A di un produttore di vini tipici, Brumm, 1:43
Fiat 500A "Carte Modiano", IXO, 1:43
Fiat 500A "Lamette Tre Teste", IXO, 1:43
Fiat 500A furgoncino, Officina 942, 1:76

Citiamo infine due bellissime scatole di montaggio della Bronco, con due modelli (berlina e furgoncino) di grande finezza ma realizzati nella scala 1:35 adatta per i diorami militari.

Scatola di montaggio della Topolino furgone, Bronco, 1:35
Scatola di montaggio della 500A Topolino della Bronco, 1:35, con personaggio e cane

In America la passione per i dragster fece scoprire la leggerezza della scocca della piccola italiana, ma dato che negli USA era merce davvero rara, i preparatori non trovarono di meglio che riprodurla in vetroresina, un materiale ancora più leggero.
Sopra e sotto: Topolino Altered dragster della Precision, in 1:18
Fiat 500A Topolino dragster, Greenlight, 1:66

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