Märklin serie 1800
Oggi
la Märklin produce principalmente treni, ai quali talora affianca alcuni
modelli, per lo più in scala 1:87, di autocarri e qualche grosso giocattolo di
lamiera.
Nell'anteguerra
produsse dei modellini in pressofusione di zamac, in scala 1:43 circa,
contraddistinti con numeri di catalogo 5521 e 8021 accompagnati da lettere,
mentre negli anni Cinquanta i modelli vennero identificati da numeri
consecutivi che partivano da 8000.
Nella
serie 8000 fecero la comparsa poco meno di 40 modelli, tutti rifiniti in modo
impeccabile, ma venduti in Italia a un prezzo che li poneva fuori dalla
concorrenza con i più economici Dinky Toys o Corgi Toys. La serie non dovette
entusiasmare troppo neppure i collezionisti tedeschi, poiché dall'inizio degli
anni Sessanta non si registrarono modelli completamente nuovi. Alcune miniature,
tra le quali diversi veicoli industriali, rimasero in catalogo assai a lungo e
ancora nel 1974 figuravano alcuni autocarri.
Sei anni prima, nel 1968, la Märklin tentò nuovamente di ripresentarsi sul mercato delle miniature d'auto, con i modelli conosciuti come «serie 1800», dal numero di catalogo che iniziava appunto da 1800.
Anche
in questo caso si trattò di modelli di pregevole fattura, interamente apribili
(nel caso delle berline a quattro porte si aprivano anche gli sportelli
posteriori), dotati di ingegnose mollette che contribuivano a un movimento
molto realistico degli sportelli.
I
primi modellini della serie avevano delle belle ruote gommate con cerchione di
plastica (che purtroppo col tempo si deformavano per una reazione chimica fra
gomma e cerchione), ma le novità annunciate sul finire del 1969 (la Mercedes
250 e la Matra M530) erano già fornite di ruote di tipo veloce (esteticamente
accettabili anche se spesso troppo piccole rispetto al diametro delle ruote
dell'auto vera). Questo tipo di ruote fu gradualmente esteso anche alle
miniature già uscite. Le Märklin con ruote veloci erano ufficialmente
denominate «RAK» sui cataloghi, cioè "razzi", per via dell'alta
scorrevolezza degli assi.
La
Porsche 911 Targa con ruote normali aveva anche i vetri delle porte
discendenti, caratteristica che rimase per qualche tempo durante il passaggio
alle ruote veloci e quindi in seguito eliminata.
Quasi
tutte le vetture riprodotte sono tedesche e alcune, come i coupé BMW 1600 GT e
3000 8V, di derivazione Glas, hanno il pregio di essere state riprodotte nella stessa scala solo dall'effimero marchio belga Sablon. Non mancano tuttavia alcune automobili straniere, come le americane Chaparral
da corsa, la Corvette, e la curiosa Matra M530 francese.
Una
sola vettura italiana, ma con cuore tedesco: la OSI-Ford 20 M TS coupé, frutto
di una collaborazione fra le officine OSI di Torino e la Ford di Colonia, dalla
quale era nato questo coupé dall'estetica piuttosto singolare. Non vi sono
veicoli industriali ad eccezione di un Mercedes-Benz Unimog 406, interessante
veicolo 4x4 per usi forestali, agricoli e comunali. Il modello Märklin è molto
bello, e interamente apribile. Era venduto da solo o in confezione contenente
alcuni accessori per adattarlo ai vari tipi di uso sopra richiamati. Unica nel
suo genere anche la bella Caravan, che poteva essere dotata di una piccola
veranda staccabile.
Nel
corso del 1972 apparve l'ultima novità, una Mercedes 350 SL con hardtop, mentre
in contemporanea (sul catalogo tedesco) venivano illustrati molti modelli della
Mercury italiana che, grazie a un accordo commerciale stretto, erano venduti in
speciali blister marcati Märklin e caratterizzati da numeri di catalogo che
partivano da 1900.
La
«serie 1800» si fermò quando era in vista il traguardo della quarantina di
modelli. Nel 1974 comparve ancora un catalogo specifico stampato in più lingue,
ed è verosimile che rimasero disponibili ancora per un paio d'anni prima che
venissero definitivamente esaurite le scorte.
Una
caratteristica di alcuni modelli era quella di essere dotati di fari
retrattili, come sulle auto vere. Nella Matra M530, la VW-Porsche 914, e la
Mercedes C111 l'apertura dei fanali era comandata da una ingegnosa levetta
situata dietro al modello, mentre sulla Corvette la leva era interna vicino al
sedile sinistro.
Ci
soffermiamo ancora sulla VW-Porsche 914 perché in essa la Märklin aveva voluto
realizzare un autentico pezzo di bravura in scala 1:43. Questo modello è
l'unico del suo genere, in questa scala, in cui il tettuccio asportabile (come
nella macchina vera) può essere staccato e riposto nel bagagliaio posteriore.
Qualche anno fa, nel 1992, la Märklin aveva commercializzato una scatola regalo contenente le repliche dei quattro modelli Porsche appartenuti alla serie, verniciate in colore argento quasi satinato, ben diverso dai vivaci colori con cui erano stati venduti in origine (l'importatore Svizzero però ottenne di avere le quattro Porsche in colori diversi: rossa la 911, giallo-oro la 914, blu la 907 e arancione la 910). I modelli non erano disponibili singolarmente. Questo cofanetto è stato prodotto in tiratura limitata e oggi non è facile trovarlo.




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