Modifiche di stampo alla Märklin

Märklin sicuramente non è famosa per i suoi modelli d’auto, perché i trenini hanno da sempre costituito la parte preponderante della sua produzione.

Abbiamo principalmente tre serie di automodelli: una anteguerra, una degli anni Cinquanta e una della fine anni Sessanta, 1968 per la precisione.

Due KdF-Wagen Märklin. Il primo tipo è a sinistra.

Non si conoscono molte variazioni di stampo in casa Märklin: le poche sono curiosamente concentrate su modelli di vetture Volkswagen.

Si comincia dalla Volkswagen anteguerra, che allora si chiamava “KdF-Wagen”, che fu presentata nel 1939 in scala 1:40 circa e con la carrozzeria in un pezzo unico che comprendeva i paraurti. Questi ultimi però non erano accostati alla scocca, ma erano ben distanziati con 4 supporti che li tenevano separati dalla fusione principale, pur facendone parte.

Ancora una vista delle due KdF-Wagen

Il 1939 però fu un anno cruciale e lo sappiamo tutti. Già allora lo zamac era dirottato su produzioni militari e quello destinato a produzioni secondarie era via via più scadente, col risultato di avere i paraurti molto fragili e inclini a rotture.

Evidenti in questa foto i paraurti del 1° tipo confronto con il 2°tipo

Così lo stampo fu modificato e lo spazio fra i paraurti e la carrozzeria “riempito” in modo da aumentarne la robustezza. Le KdF successive al 1939 sono spesso soggette a metal fatigue, come si vede nelle fotografie.

Piccole differenze anche nella vista posteriore. Si noti l'inizio del metal fatigue a destra

Nel dopoguerra la serie 8000 mise in commercio un Maggiolino in scala 1:43 con il caratteristico lunotto ovale. 

VW 1200 lunotto ovale n°8005 di catalogo

Il problema fu che la Volkswagen con i modelli 1958 allargò il lunotto del Maggiolino (il famoso “lunotto rettangolare”) e il modellino Märklin divenne subito vecchio. Rimase in catalogo inalterato per parecchio tempo, poi, quasi improvvisamente la Casa di Göppingen aggiornò il suo stampo. Nuovo lunotto e anche il parabrezza risultò leggermente ingrandito. Inoltre furono aggiunti sui parafanghi anteriori i nuovi lampeggiatori che sostituivano (nell’auto vera) le anacronistiche “frecce”.

Da sinistra: Maggiolino lunotto rettangolare e ovale, Märklin, 1:43
Modifiche poco evidenti: lampeggiatori sui parafanghi e parabrezza più grande

Non sappiamo esattamente quando fu introdotta la modifica, ma dev’essere stato non molto tempo prima dell’uscita di produzione del modello. Di conseguenza il Maggiolino a lunotto rettangolare, pur essendo più recente, è più raro dell’altro, specialmente in Italia, quando ormai pochi negozi tenevano sugli scaffali le auto Märklin, sempre le stesse e senza novità da anni.

L’altra miniatura Volkswagen per la quale Märklin aggiornò lo stampo fu il furgoncino Bulli. I primi, come al vero, non avevano il paraurti posteriore, e il tetto finiva a punta seguendo la forma a V dei due piccoli parabrezza a vetro piano.

Volkswagen Bulli T1 furgone primo tipo

In seguito Volkswagen modificò il padiglione, creando una sorta di palpebra arrotondata che serviva a mascherare una presa d’aria regolabile per l’afflusso di aria fresca nell’abitacolo o nel vano di carico (o entrambi). Dietro venne aggiunto il paraurti. 

Furgoni VW 1° e 2° tipo (con paraurti posteriore), Märklin, 1:43

Le modifiche arrivarono al vero nel 1955, ma il modello fu rimaneggiato diversi anni dopo e con l’occasione ricevette i due lampeggiatori conici applicati sul muso sopra ai fari. Questi lampeggiatori erano già standard sui furgoncini e minibus esportati negli Usa dal 1955, ma furono standard in Europa solo dal 1960.

Evidenti sull'ambulanza i lampeggiatori e la "palpebra" sopra il parabrezza

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