70 anni di Renault Dauphine

La piccola Renault 4 CV presentata al Salone di Parigi del 1946 e prodotta dal 1947 al 1961 rappresentò l’auto giusta nel momento giusto. Era economica nell’acquisto e nell’uso corrente, ma nel 1956 accusava il peso degli anni e tirò avanti ancora 5 anni solo grazie alla sua economia, cancellata del tutto nel 1961 quando arrivò sul mercato la R4 a trazione anteriore.

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Dunque negli anni Cinquanta si pensò a una sostituta che mantenesse la stessa economia di esercizio offrendo 4 porte e 4 posti (come d’uso in Francia) ma più comodi che nella 4CV, così come per lo spazio dedicato ai bagagli, nettamente ampliato e diviso da quello per la ruota di scorta cui si accedeva tramite uno sportello in mezzo al paraurti anteriore.

Renault Dauphine, in una foto ufficiale del 1956

Renault Dauphine, Minialuxe, 1:43

L’idea era di una vettura di fascia bassa situata appena sopra la 4CV, affiancandola nei primi tempi per poi sostituirla in un secondo momento.

Anche la base meccanica rimaneva la stessa ma la carrozzeria era più ampia e confortevole e portava lo zampino dell’italiana Ghia, che ridisegnò la parte posteriore per renderla più armoniosa e con una migliore circolazione dell’aria di raffreddamento del motore.

Vista posteriore di una Dauphine del 1962
Vista posteriore della bella Dauphine Norev in scala 1:18

Con la carrozzeria più pesante della 4CV e la concorrente Volkswagen che aveva 30 CV, si decise di aumentare la cilindrata da 747cc a 845cc per una potenza di 26 CV, che era inferiore a quella tedesca, ma con un corpo vettura più leggero di quasi un quintale. Macinò quasi 3 milioni di km e fu prodotta nel 1955 in una preserie destinata soprattutto alla stampa. Il debutto avvenne in tre tappe nel mese di marzo 1956: dapprima in Corsica, poi a Parigi e infine la presentazione internazionale al Salone di Ginevra.

Renault Dauphine della giapponese Bandai, scala 1:20 circa
Dauphine a pedali prodotta in Francia da Devillaine
Grossa Dauphine in scala 1:12 di G.J. (Gil Jourdan), in resina con personaggio dei fumetti
Dauphine con i paraurti America, scatola di montaggio della Hubley in 1:24
Dauphine elettrica con telecomando della francese Joustra, 1:20 circa
Stesso giocattolo ma con più economico motore a frizione
Giocattolo giapponese di latta di marca sconosciuta, 1:28 circa
Renault Dauphine Police, giocattolo in latta CIJ in scala 1:18 circa

Naturalmente fu subito un successo, merito dei 4 posti comodi, del bagagliaio di quasi 200 litri e del buon confort di marcia che però era affetto da una distribuzione dei pesi poco ottimale e da una tenuta di strada talora problematica su certi fondi stradali. A un anno esatto dalla presentazione aveva già superato i 100.000 esemplari e si era affacciata sul mercato americano dove avrebbe potuto essere una temibile concorrente del Maggiolino se la Renault avesse curato di più il servizio post-vendita e la disponibilità dei ricambi, cosa che la casa tedesca aveva sviluppato invece in maniera impeccabile.

Renault Dauphine con gli accessori Robbri, collezione "Les Voitures de Mon Pére" della casa editrice Atlas, 1:43
Pic-nic con Dauphine Ondine, IXO per la serie  "Route Nationale n.7" de Altaya, 1:43
Renault Dauphine grande, Paya, 1:20 circa
Renault Dauphine piccola, Paya, 1:32

Lo specialista Gordini intervenne, col sostegno della Casa, per produrre versioni più sportive come la R1093 con 33 CV e cambio a 4 marce invece delle 3 fornite di serie.

Nel 1958 Alfa Romeo stipulò un accordo per produrre la Dauphine nel suo stabilimento al Portello, con piccole modifiche a luci e fari per adattarla alle norme italiane. La Dauphine Alfa Romeo nel 1962 sfiorò i 12.000 esemplari venduti e fu disponibile con 4 freni a disco, cosa eccezionale per una utilitaria prima delle versioni per l’Export prodotte in Francia.

Renault Dauphine R1093, Ottomobile, 1:18

Nel 1960 fu presentata la Ondine, che era una Dauphine affinata pensata per il pubblico femminile e distinguibile per una barra tubolare d’acciaio supplementare al paraurti anteriore, colori e interni più vivaci e la plancia rivestita in plastica nera. Dopo il 1960, dopo aver raggiunto il milione di vetture prodotte iniziò un calo delle vendite in concomitanza col lancio di nuove vetture della concorrenza, fino a cessare del tutto la produzione in tutto il mondo (ad eccezione dell’Argentina) nel 1967.

Renault Ondine, Altaya, 1:43
Giocattolo argentino in semplice plastica "soffiata" in scala 1:25 circa, anni '70
Renault Ondine, Leader, 1:43
Da sinistra: Renault Ondine con sterzo e Dauphine, Tbilisi plastica 1:43

Il fenomeno Dauphine fu pienamente fatto proprio da quasi tutti i produttori di modelli e giocattoli francesi, dalla Dinky Toys alla Norev, CIJ, Minialuxe, fino ai produttori di penny toys come Clé e quelli della Cadum usati come gadgets insieme a saponi e detersivi. Esiste anche una rara scatola di montaggio in scala 1:25, della Record.

Renault Dauphine, CIJ, 1:43
Renault Dauphine, Dinky Toys francese, 1:43
Renault Dauphine, Gitanes, 1:90 circa
Renault Dauphine, Lion Car, 1:43
Renault Dauphine, Norev, 1:43
Dauphine promozionale per Radio Europe n°1, Norev, 1:43
La scatola di montaggio Record per la Renault Dauphine in scala 1:25
Due Dauphine in scala 1:86. La Anguplas (sulla scatola) e la Norev

Da sinistra: Dauphine Ferrero, 1:76 circa, Norev 1:64 (in metallo) e Clé, 1:50 circa (in plastica)
Dauphine prodotta in Algeria su licenza della Clé, scala 1:50 circa
Renault Dauphine, Cadum, 1:80 circa
Renault Dauphine Cadum nella serie più piccola, in 1:87 circa

A Londra la Dauphine fu oggetto di un esperimento di Mini-taxi (chiamati Minicab) e la Dinky inglese utilizzò lo stampo francese per riprodurre questa vettura. L'Airfix ne riprodusse una in kit in scala 1:32. All’estero solo Siku e Politoys riprodussero la Dauphine all’epoca, ma la Politoys scelse di chiamarla Alfa Romeo.

La classica "busta di montaggio" che l'Airfix vendeva per poche lire. Il modello è in 1:32
Renault Dauphine Minicab della Dinky Toys inglese, 1:32
Alfa Romeo Dauphine della Politoys, di plastica, scala 1:41
Renault Dauphine della Siku, 1:66 circa
Renault Dauphine, Oxford, 1:76
Renault Dauphine, APS, 1:87 circa

In tempi più recenti ovviamente la vettura francese è stata riscoperta ed è tornata nei listini di Solido e Norev, oltre che in alcune iniziative editoriali fra le quali è comparsa una Alfa Romeo Dauphine di Metro in scala 1:24.

Alfa Romeo Dauphine della Metro, in 1:24

Anche Ingap per il suo modello in 1:24 circa scelse il marchio Alfa Romeo

Renault Dauphine, Norev, 1:43
Renault Dauphine, Solido, 1:43
Renault Dauphine Gordini che corse a Sebring nel 1967, Spark, 1:43
Renault Dauphine Police, Universal Hobbies, 1:43
Renault Dauphine Gordini Montecarlo 1958, Altaya, 1:43
Renault Dauphine, replica moderna della CIJ con pubblicità Bardahl, 1:43
Renault Dauphine, Del Prado, 1:43
Dauphine Gordini rally di Montecarlo, IXO, 1:43
Dauphine La Brute best of show SEMA 2024, Ottomobile, 1:18
Renault Dauphine Proto 1600 1964, Ottomobile, 1:18
Slot-car Renault Dauphine Gr.5 di Team Slot, 1:32
Una Renault Dauphine sezionata al museo tedesco P.S.Speicher di Einbeck

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