BMW M3 (G80) COMPETITION - SOLIDO 1:18

Negli ultimi tempi Solido si è spesso dedicata a riproduzioni di vetture BMW: dalla classica M3 (E30), riprodotta sia in versione stradale che corsaiola, alla coupé 850 Csi, anche declinata in versione Alpina (la nostra recensione qui) passando per la 2002 e la serie 320. Da poco sono stati presentati anche modelli più recenti, come le serie 3 e 5 ultima generazione. Uno dei modelli più appariscenti è senz'altro la M3 Competition, dotata perdipiù del pacchetto "performance parts" (alettone, minigonne e "baffi" frontali), della quale ci occuperemo in questo articolo.

Premetto che non sono un fan dello stile BMW più recente, soprattutto riguardo alle dimensioni della calandra; per quanti sforzi faccia, quando vedo il frontale di una delle ultime BMW non riesco a non farmi venire immediatamente in mente una nutria con i suoi enormi dentoni. Neanche tanto tempo fa i due "reni" BMW erano sinonimo di eleganza e sportività; credo che nelle intenzioni dello stilista ingrandire la calandra (e seguire la moda inaugurata dall'Audi qualche anno fa) volesse indicare grinta e performance, ma il risultato non è stato apprezzato in modo unanime. 

La nuova M3 è mossa da un motore 3 litri a 6 cilindri in linea, doppio turbocompressore, che eroga 510 cv a 6.250 giri; la coppia raggiunge i 650 Nm. È disponibile con trazione integrale (Xdrive) o con sola trazione posteriore. L'accelerazione 0/100 km/h è di 3,5/3,9 secondi, a seconda del tipo di trazione. La velocità massima è limitata a 250 km/h, ma può arrivare a 290 e oltre se la vettura è dotata di Mdriver's Package. il peso... beh, non è esattamente da Competition, visto che supera i 1.700 kg e può arrivare a 1.850 kg a seconda delle configurazioni. Magie del marketing...

La linea è piuttosto spigolosa, a parte i parafanghi estremamente bombati. Scordatevi le serie precedenti, compatte e discrete, nonostante le potenzialità: questa M3 è sfacciata ed esagerata, grida potenza e cattiveria da ogni angolo, vuole essere notata. Le dimensioni, oltretutto, sono cresciute un bel po' (in linea con la "car obesity" imperante) e si allineano a quelle di una serie 5 E39  di qualche anno fa.
Solido ha fatto un buon lavoro come al solito: il modello è in fascia economica, ma non sfigura accanto a modelli più blasonati. Il colore Signal green, piuttosto appariscente, è molto "tedesco" e dà un aspetto un poco giocattoloso al modello, ma (purtroppo) è corretto, come si può osservare nella foto qui sotto...
 

Certo, osservando il modello da più vicino, si notano alcune economie, come le griglie del paraurti anteriori non passanti, qualche incertezza (poche, a dire il vero) nella verniciatura e qualche sbavatura di troppo nelle plastiche, ma nel complesso l'insieme è molto ben riuscito: le linee sono molto ben catturate, la verniciatura nel complesso è molto buona, le fessure delle porte sono assai ridotte, il dettaglio è elevato.


Unico appunto che si può fare è per l'assetto, un poco troppo "picchiato" sull'anteriore. Nulla che un buon bricoleur non possa facilmente correggere, comunque. I cerchioni sono bellissimi, molto fini, e molto belli sono anche i freni, con pinza rossa, visibili attraverso le razze dei cerchi stessi. Il colore dei dischi è molto brillante, tanto che sembrano realizzati in metallo fotoinciso. Belli i vetri posteriori bruniti, optional sulla vettura vera.

Ben fatta anche la fanaleria, sia anteriore che posteriore. I fari riproducono bene le luci diurne, e il tocco di blu nelle parabole è un dettaglio apprezzabile. Molto ben riprodotti gli specchietti retrovisori. Le luci posteriori bicolore non sono male, così come gli scarichi enormi che fan capolino dal paraurti posteriore, dalla tipica e piuttosto sgraziata "bugna" sporgente. Nel nostro modello gli scarichi sono dipinti di nero al loro interno, ma la verniciatura non è precisissima. Il ritocco è semplice per chiunque.... altro lavoretto facile facile per i bricoleur.
 
Come tutte le Solido ultima generazione, le portiere sono apribili. Ovviamente sono presenti i vetri laterali, che chiudono perfettamente (Bburago, guarda e impara) e, visto che le fessure sono piuttosto strette, per l'apertura è necessario utilizzare l'attrezzo apposito fornito nella scatola.


 

Gli interni, seppur  economici, sono ben dettagliati. Ovviamente manca qualsiasi traccia di floccatura sul pavimento, non ci sono cinture di sicurezza, le plastiche sono un po' lucide ma i dettagli sono assai curati, nonostante tutto. L'arredamento è bicolore nero/grigio chiaro, abbondano i tocchi di colore argento a definire i particolari, e qua e là qualche tampografia e decal ad arricchire l'insieme, come ad esempio il marchio M3 sugli schienali dei sedili. La strumentaziome super tecnologica è riprodotta con una brillante e dettagliata decal. Nel complesso, un economico ma ottimo lavoro.
La vista dall'alto mette in evidenza l'effetto "fibra di carbonio" del tetto, ottenuto sia con una decal sia con una leggera zigrinatura della fusione. Un buon risultato, in parte guastato da un segno di stampo che corre lungo tutta la capote, visibile sotto alcune angolazioni. 

Il fondino del modello riporta una discreta riproduzione della meccanica, in particolare della linea di scarico e delle sospensioni. Manca un po' di profondità, ma nel complesso l'insieme è accettabile.

In conclusione, che dire? Come sempre Solido è riuscita a realizzare un modello di buona qualità ad un prezzo più che ragionevole. Il soggetto puó piacere o meno, ma indubbiamente in questo periodo le supercar sono i soggetti più richiesti. E Solido fa bene ad adeguarsi, visto che riesce ad offrire ai collezionisti, soprattutto ai più giovani, ottime riproduzioni alla portata di tutte le tasche, oltretutto riuscendo a migliorarsi ogni volta. Ancora una volta, quindi... brava, Solido!
 

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