GAMA - la storia dei suoi giocattoli
La
Gama fu fondata nel 1881 da Georg Adam Mangold (le cui iniziali formarono il
nome della Ditta) a Fürth, pochi chilometri a nord di Norimberga, nel distretto
tedesco che più di ogni altro raggruppava fabbriche di giocattoli. L’anno
successivo iniziava la produzione di piccoli animali di latta.
L’azienda
fu rilevata dal padre da Hans Mangold nel 1920 e il marchio “GAMA” registrato
nel 1924.
Prima
della guerra Gama mise in commercio diversi mezzi militari, tra cui una bella
camionetta Mercedes e diversi tipi di carro armato, che poi – nel dopoguerra –
rimasero un articolo molto richiesto e disponibile a catalogo per lungo tempo. Per
il resto si era dedicata principalmente a giocattoli meccanici in latta
riproducenti figurine di animali e personaggi.
I
carri armati di Gama si muovevano su cingoli a maglie metalliche o in gomma
bianca grazie a un potente motorino a molla. Solitamente avevano anche dei
dispositivi che sparavano scintille di grande effetto, mentre su alcuni modelli
anche il cannone poteva sparare delle palline molto piccole. Talora era
presente anche la figurina del carrista, pure lei di latta. E’ il segreto di un
successo duraturo di questo articolo, nonostante il suo triste richiamo agli
eventi bellici. Le versioni dopoguerra riportano la stella americana.
Gama
fu fra le poche aziende tedesche autorizzate a produrre un certo quantitativo
di giocattoli anche durante la guerra e – inoltre – fu tra le poche aziende
autorizzate a riavviare la produzione già nel 1946. In quel periodo produceva
anche giocattoli per conto della Schuco.
Le
prime autovetture furono una Buick e una Volkswagen, riprodotte in lamiera
sottile e con pochi dettagli (La Buick, per esempio, aveva solo il parabrezza
realizzato correttamente, perché i finestrini laterali erano solo stampati
nella lamiera). Nel 1952 la sua sede al confine fra la città di Fürth e
Norimberga fu ampliata e la produzione continuò a migliorare nella qualità.
Con
una riuscita joint venture con la nipponica Marusan che nel 1954 cedette gli
stampi a Gama, nacque uno splendido modello di una Cadillac 1951 che nel
listino tedesco era semplicemente chiamata “Gama 300”, offerta in più versioni
con motore a frizione, elettrico o con telecomando e – per chi la preferiva –
anche in versione cabriolet a quattro porte che non esisteva al vero. Alcuni di
questi modelli ad un certo punto portarono la scritta “Cadillac” al posto di “Gama
300”.
Sul
finire degli anni ’50 la plastica cominciò a sostituire la lamiera per le
carrozzerie che però spesso conservavano ancora interni di latta litografata o
lo chassis dove era posizionato il motore a frizione, pure in lamierino. Questi
giocattoli erano piuttosto grandi, in scale comprese fra l’1:20 e l’1:14, e
furono prodotti fino agli anni ’90, sebbene l’interesse del mercato si stesse
spostando sempre più verso i modellini pressofusi in scala 1:43.
Gli
anni d’oro della Gama possono risalire al 1980, quando venne fondata la
Trix-Mangold G.m.b.H. in associazione con la Trix che produceva trenini
elettrici. Proprio nel 1980 Gama rilevò le quote societarie della Schuco,
allora vicina al fallimento, ma non fece scomparire il celebre marchio di
Norimberga, continuando a utilizzarlo su molti giocattoli e alcuni modelli in
1:43.


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