70 anni di Lancia Flaminia. O sono solo 69?
La Lancia Flaminia veniva presentata ufficialmente al Salone di Torino
del 1956 e poi ripresentata ufficialmente al Salone di Torino del 1957. Come
può essere?
Nel 1955, dunque, l’ingegner Fessia stava già lavorando alla sostituta
dell’Aurelia, che avrebbe preso il nome della via Flaminia, una strada
consolare romana del centro Italia e questa prima Flaminia avrebbe avuto le
porte ad ante d’armadio come tutte le Lancia di allora e una moderna calandra
orizzontale.
La linea, opera di Pininfarina, mostrò subito la sua discendenza dal
prototipo Florida, che era una Aurelia dalle linee tese eppure filanti e
moderne, con lamiere dai tagli decisi e morbidi diedri, come quello della
fiancata, che saranno di riferimento per tanti altri costruttori.
Tra la Flaminia del Salone 1956 e quella che entrò in produzione passò
un anno con diversi cambiamenti: la vettura definitiva aumentò in larghezza ed
ebbe le porte posteriori che si aprivano in modo convenzionale. Il motore
restava il 6 cilindri a V di 60°, derivato da quello dell’Aurelia ma con
cilindrata di 2458cc, e 100 CV che assicuravano una andatura sostenuta fino a
160 Km/h nel massimo del confort tipico Lancia.
La Lancia Flaminia era una delle auto più eleganti del suo tempo (qui un modello 1963)
Le prime Flaminia si distinguono per il curioso doppio tergilunotto
esterno e interno: anche all’interno infatti vi erano altre due spazzole che
detergevano il vetro in caso di condensa. Furono soppresse nel 1961, quando
apparve la seconda serie con piccole varianti alla meccanica (10 cv in più e
quattro freni a disco). Ben più interessante fu il nuovo motore di 2,8 litri del
1963, con 129 cv e una velocità massima di 170 km/h.
Plancia e cruscotto di una Flaminia 2800
La Flaminia, pur così elegante e raffinata, ebbe minore successo
dell’Aurelia che l’aveva preceduta. Forse a causa delle dimensioni (era lunga
quasi 4 metri e 90) o dell’aspetto piuttosto “ministeriale”: nella versione
berlina non raggiunse le 4000 unità prodotte in totale, di cui 599 col motore
2800. Uscì di produzione nel 1969.
Si ricordano inoltre 12 esemplari allestiti in versione “Speciale” del
1962 con 140 cv e 180 Km/h di velocità massima, adottati dalla Polizia
Stradale, e le quattro Flaminia Presidenziali a passo lungo, realizzate da
Pininfarina nel 1961.
La prima a calare l’asso di una miniatura della Flaminia fu la torinese
Mercury, che produsse un delizioso modellino di zamac in scala 1/48, che aveva
una apprezzata verniciatura bicolore come l’auto vera sebbene con abbinamenti
di fantasia ma assolutamente amati dai bambini di allora. Mercury era uno dei
pochissimi produttori dell’epoca che non disdegnava di riprodurre i
tergicristalli, e sulla Flaminia non lesinò sulla presenza di quelli
posteriori. Il modello fu poi rivisto con l’aggiunta di sospensioni e
verniciatura monocolore, più economica da realizzare.
La Mercury avrebbe dovuto produrre anche un modello più grande (in
scala 1/24) con motore elettrico e telecomando. Annunciato in catalogo, non fu
mai messo in produzione ma ne furono prodotte alcune carrozzerie di plastica
come prova di stampo, montate su un telaio di zamac grezzo.
Quindi arrivarono i modelli della I.C.I.S. in scala 1/43, oggi molto
raro, e quelli della FIP, che sembravano copie in scala più piccola del Mercury
ma di plastica, nelle scale 1/50 con vetri e interni e 1/60 senza, anch’essi
assai rari. Una Flaminia un po’ grossolana, in scala 1/87 circa, fu prodotta
dalla APS per un gruppo dolciario che la vendeva in bustine-sorpresa insieme a
una gomma da masticare.
Poco dopo arrivò la Flaminia della Politoys di plastica, in scala 1/41
e anch’essa bicolore, di cui si conoscono diverse combinazioni.
Anche la francese Norev mise in catalogo la Flaminia, forse la più
bella della sua epoca, in scala 1/43. A conferma della bontà dello stampo, qualche
anno dopo lo stesso modello fu replicato, ma in metallo, dalla Eligor.
Curiosa, infine, la Flaminia della Husky, in scala 1/66, uscita quando
le fortune dell’auto vera stavano ormai rapidamente declinando.
In tempi recenti Flaminia è tornata alla ribalta con uno speciale di
Tron e il modello Norev per l’iniziativa editoriale dedicata alle Lancia.

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