Per tutto il mondo il marchio Ferrari è sinonimo di corse, gare, velocità: Formula 1 in primis, ma anche endurance, prototipi e di gran turismo prestigiose e inconfondibili. Ma non tutti (in particolare i più giovani) sanno che, all'inizio degli anni 80, la Ferrari si cimentò con buoni risultati anche nei rally. E lo fece grazie al dinamico importatore francese della Ferrari, Charles Pozzi, già noto per le sue Daytona GTB/C impiegate nella 24 ore di LeMans. Per realizzare una vettura da rally competitiva la scelta cadde sulla 308 GTB, mossa da un potente motore V8 montato centralmente: sembra che in questa decisione ci fosse anche lo zampino del pilota da rally Jean-Claude Andruet, che ben conosceva, grazie alla sua esperienza prima con la Alpine e poi con la Stratos, le potenzialità di una vettura con il motore posteriore/centrale. La Ferrari non entrò mai ufficialmente nello sviluppo della vettura, ma diede la sua benedizione e si impegnò a fornire tutto il supporto necessario.
Alla realizzazione delle vetture (sembra 11 in totale) ci pensò Giuliano
Michelotto, nella sua officina di Padova. Partendo dai primi esemplari
della 308, quelli con la carrozzeria in vetroresina (difatti tutte le
308 da rally hanno numeri di telaio piuttosto bassi), venivano attuate
una serie di modifiche per rendere la berlinetta adatta alle gare su
sterrato, quali la sostituzione dei pannelli carrozzeria con altri
identici realizzati in kevlar, che incorporavano anche parafanghi
allargati; gli interni venivano spogliati e dotati di roll-bar; le
sospensioni sostituite con altre dalla corsa maggiorata (con conseguente
rialzamento dell'assetto); il motore, sotto le cure di
Michelotto, passava dai 255 cv di serie a oltre 300, grazie
all'adozione di teste più leggere, pistoni ad alta compressione, oltre
ad un sistema di lubrificazione a carter secco modificato. Il cambio era
a innesti ravvicinati con differenziale ZF a slittamento limitato.

Ottomobile, che da sempre ha un debole per le vetture da rally, ha pensato bene di presentare la 308 che ha corso il Tour de Corse del 1981, condotta proprio da Jean-Claude Andruet, in coppia con la sua navigatrice "storica", Michéle Espinosi-Petit, meglio conosciuta come "Biche". La gara fu sfortunata per la Ferrari, che dopo aver dominato le prime cinque prove speciali (accumulando un vantaggio di ben 2'43" sulla Lancia Stratos di Bernard Darniche) dovette ritirarsi per il banale cedimento della pompa della benzina. Il modello, come tutta la produzione Ottomobile, è in resina senza parti apribili.
Il modello è piuttosto bello: la linea della 308 è decisamente ben riprodotta, le carreggiate allargate la rendono molto grintosa, valorizzando la filante silouhette disegnata da Pininfarina e anche con la batteria di fari supplementari una Ferrari è pur sempre affascinante. La verniciatura è di ottimo livello, e le decorazioni sono posate con estrema cura. Ottomobile ha fatto decisamente un buon lavoro, e confrontando il modello con la foto qui sotto ne abbiamo la conferma!
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| La 308 GTB di Andruet/Biche in piena gara |
Come già detto, la linea è ben catturata e le proporzioni azzeccate: Molto belli i cerchioni, simili a quelli montati sulle Stratos, che calzano gomme "d'epoca" a spalla alta, sulle quali è indicato il senso di rotolamento. Non mancano i dischi freno e le relative pinze.
In queste foto si nota in maniera evidente l'assetto rialzato della vettura. Unica nota dolente, a nostro avviso, i vetri laterali del modello: come spesso accade (purtroppo) sui modelli in resina, i vetri laterali portano stampato direttamente sulla plastica il contorno della portiera e il montante del tetto, che risultano quindi assolutamente piatti e poco realistici. Sarebbe stato molto meglio avere almeno il montante realizzato nello stampo della carrozzeria, o piuttosto avere sia montante che contorno porta resi con una fotoincisione verniciata in nero applicata sulla plastica trasparente, giusto per avere un minimo di tridimensionalità.


La vista fronte/retro evidenzia la buona fattura delle due fanalerie, sia anteriore che posteriore, realizzate in modo molto realistico, con una buona brillantezza e profondità. Belli i grandi paraspruzzi posti deitro le ruote posteriori, i grossi tubi di scarico, e la targa Treviso. Questa visuale, però, fa spiccare ancora di più il difetto di cui accennavamo sopra: è evidente che il finestrino laterale è completamente piatto. Cosa che, ripetiamo, è purtroppo comune sulla maggior parte dei modelli in resina.
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| La macchina reale, per confronto. |
Gli interni sono molto ben fatti, con i due sedili anatomici di colore diverso come nella vettura vera; sono presenti le cinture di sicurezza in tessuto con fibbie fotoincise, il roll bar, il cruscotto specifico, l'impianto antincendio... purtroppo è molto difficile rendere il tutto in fotografia, ma vi assicuriamo che Ottomobile ha fatto un ottimo lavoro.
Alla fine, questa Ferrari è un gran bel modello, interessante sia per gli appassionati di rally, che per i fanatici del Cavallino; è francamente strano che la 308 GTB Gr. 4 sia stata ingnorata da tutti i costruttori di modelli premium in scala 1:18, Hot Wheels Elite inclusa. Fortunatamente esistono le case come Ottomobile, che ad un prezzo relativamente ragionevole riescono a riempire i vuoti delle nostre vetrine. E lo fanno anche nel migliore dei modi!
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