Aerei SI – Aerei NO

Parlando di aerei ci vengono normalmente in mente i famosi kit di plastica dell’Airfix, in scala 1:72, venduti in buste a un prezzo molto ragionevole, ma esiste tutto un contorno di piccoli aeroplani di zamac prodotti da blasonati fabbricanti di automodelli.

Il classico aereo in scatola (anzi, busta) di montaggio: un Messerschmitt 109 dell'Airfix, 1:72

Ed è vero che la grande maggioranza dei collezionisti acquista per l’appunto solo gli automodelli, ma ve ne sono anche di quelli si dedicano alle miniature di un certo marchio, come a dire Dinky Toys, Mercury e altri. E quando in catalogo ci sono anche aerei, navi, accessori e quant’altro?

Un assortimento dei modelli di aereo della Mercury

Rimanendo agli aeroplanini, che sono il genere più diffuso, può capitare – quando la collezione di automodelli è ormai ben strutturata – di trovare sul tavolo di una borsa qualche aeroplanino di zamac prodotto proprio da quel marchio di cui abbiamo già quasi tutto. E la tentazione diventa forte…

Improvvisamente si inizia una collezione nella collezione et voilà, si prepara una vetrinetta con gli aerei.

Tootsietoy, che è tra i primi a fabbricare piccoli giocattoli in pressofusione, accanto alle automobili ha cominciato prestissimo a produrre anche aerei, fra cui un delicatissimo Blériot del 1910 realizzato molto bene (considerando le difficoltà della fusione).

Aeroplano tipo Bleriòt 1910-11, Tootsietoy
Autogiro, Tootsietoy, anni Trenta
Microscopico aereo civile tipo DC3, Tootsietoy Midget
Scatola regalo Tootsietoy con aerei a reazione, anni Cinquanta

Certo, viste le dimensioni di un aereo, e quelli civili in particolare, le riproduzioni in metallo sono sempre in scala piuttosto piccola (si va da 1:200 a 1:500) e spesso disomogenea e naturalmente incompatibile con gli automodelli, ma alla fine ci si può innamorare di questi piccoli aggeggi e si finisce per collezionarli.

Una scatola regalo Tootsietoy inizio anni '50 con aerei visibilmente piccoli in confronto alle auto

Fra le più prolifiche, fino agli anni ’60, ci fu la Dinky Toys, mentre la concorrente Corgi Toys si astenne fino quasi agli anni Duemila, quando iniziò con grandi aerei in scala 1:72, tipica delle scatole di montaggio, e poi anche qualche serie più piccola e simile ai vecchi Dinky quanto a scala di riduzione.

Armstrom Withworth "Whitley", Dinky Toys GB anteguerra
Scatole di aerei Dinky Toys GB anteguerra
Junkers Ju 90, Dinky Toys GB, qui nella versione anonima del dopoguerra
I caccia Spitfire e Hurricane della Dinky Toys GB anteguerra
Aereo da trasporto Avro York, Dinky Toys GB
Elicottero Bristol, Dinky Toys GB
Corsair Flying Boat, Dinky Toys GB
Caccia a reazione Hawker Hunter, Dinky Toys GB
Aereo dei fratelli Wright 1903, Corgi
Boeing Clipper PAA, Corgi
Shuttle Columbia, Corgi
Caccia Spitfire, Corgi

La Dinky Toys francese pure ebbe in catalogo alcuni aerei e – sempre in Francia – anche la Solido ne produsse diversi. Perfino la CIJ risulta aver prodotto almeno un Caravelle, che tra l’altro venne usato anche come promozionale quando l’Alitalia ebbe ordinato i primi jet civili dai francesi. Pure la Tekno danese ebbe in catalogo una piccola serie di velivoli in pressofusione.

Caravelle, CIJ
Lockheed Constellation Super G, Dinky Toys F
Sikorsky S58 "Sabena", Dinky Toys F
Caravelle, Dinky Toys F
Scatola aerei moderni, Solido
Lockheed Constellation TWA, Solido
Jouet à transformation, scatola aerei, Solido
Bombardiere Boeing B-17, Tekno
Douglas DC 7-C Swissair, Tekno

In Italia fu la Mercury a produrre una ventina di soggetti, ma la serie venne interrotta già all’inizio degli anni Sessanta. Più a lungo durò la produzione in plastica della Ingap, perché si trattava di aeroplanini molto più economici, distribuiti nelle cartolerie, e quindi alla portata dei bambini che potevano averli per pochissime lire. Una serie simile fu prodotta in Spagna dalla Eko.

Scatolina regalo con 6 aeroplani
Boeing B-47 Stratocruiser, Mercury
Boeing B50, Mercury
Corsair, Mercury
Piaggio P139, Mercury, difficile da trovare completo dei galleggianti sotto le ali
De Havilland Vampire, Mercury
Cartone con grande assortimento aerei Ingap civili e militari
Fiat G91, Ingap
Tupolev 110 "Aeroflot", Ingap
Due scatoline originali Eko
Fiat G91, Eko
Mitsubishi Zero, Eko

In Germania la Wiking negli anni Trenta produsse una grandissima varietà di aerei, così ben proporzionati da essere usati nelle scuole militari per esercitare a riconoscere le sagome di aerei amici e nemici. Nel dopoguerra la serie continuò fino all’alba degli anni Settanta, cambiando il colore della plastica e aggiungendo soggetti a reazione e un unico grande aereo civile: il Lockheed Constellation.

Caproni Ca311, Wiking anteguerra
Hurricane, Wiking anteguerra
Junkers Ju87, Wiking anni '60
Lockheed Constellation "Lufthansa", Wiking

La concorrente Herpa iniziò quasi per scherzo a produrre qualche aereo per finire con l’avere una serie parallela e completa di aerei tale da meritare un suo catalogo (Herpa Wings) e perfino degli accessori. Questi ultimi non erano una novità perché la Siku mise in vendita, accanto ai suoi deliziosi aerei di plastica, un intero aeroporto con hangar, torri di controllo, terminal e tutto quanto era allo stato dell’arte negli anni Cinquanta.
Gli aeroplanini della Busch erano da assemblare
Junkers Ju52 della Herpa, in pressofusione
Ilyushin Il18 "Cubana", Herpa
Assortimento di aerei e fabbricati per aeroporto, Siku
Terminal aeroportuale, Siku
Convair 440 Metropolitan "Alitalia" (che al vero non aveva questo aereo), Siku
Fokker F27, Siku
Lockheed Constellation "Air France", Siku

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