Solido Porsche Carrera RSR 2.7 1973
"Coda d'anatra" è il più diffuso soprannome con
cui veniva chiamata la Porsche 911 Carrera RS 2.7, a causa del suo pronunciato
spoiler posteriore rivolto all’insù. Fu l'auto tedesca di serie più veloce del
suo tempo e la prima a riutilizzare il nome “Carrera” che aveva caratterizzato
le versioni più sportive della famosa 356.
Inizialmente, Porsche ne aveva previsti 500 esemplari ai fini dell’omologazione tra le vetture del Gruppo 4 Special GT. Fu presentata il 5 ottobre 1972 al Salone dell'auto di Parigi e nel giro di un mese circa tutti e 500 gli esemplari erano già stati venduti, tanto che la produzione arrivò complessivamente a 1.580 unità e, con la millesima vettura, la Porsche 911 Carrera RS 2.7 ottenne l'omologazione per i Gruppi 3 e 4.
Il motore 6 cilindri boxer da 2,7 litri a iniezione
erogava 210 CV a 6.300 giri/min, e, nella versione alleggerita Sport (pacchetto
opzionale) accelerava da 0 a 100 km/h in 5,8 secondi, prima vettura di serie a stare sotto la soglia dei sei secondi.
La velocità massima superava i 245 km/h (ma la versione Touring
senza pacchetto Sport impiegava 6,3 secondi e raggiungeva 240 km/h).
La coda d'anatra schiacciava la 911 Carrera RS 2.7 al
suolo a velocità sostenuta e apportava maggiore aria di raffreddamento al
motore senza alcun incremento della resistenza aerodinamica, ma aumentando addirittura
di 4,5 km/h la velocità massima.
Per la prima volta in Porsche, venivano montati
pneumatici di dimensioni diverse sull'asse anteriore e posteriore: davanti con
misura 185/70 VR-15 e posteriormente 215/60 VR-15, necessitando un allargamento
della carrozzeria ai passaruota.
Il modello Solido in scala 1:18 riproduce in modo
eccellente la Porsche a coda d’anatra, con tanto di evidente differenza fra la
gommatura anteriore e quella posteriore. Buona la verniciatura e ben fatte le
tipiche scritte “Carrera” sulle fiancate. Il blu delle scritte è ripetuto sui
cerchioni Fuchs. Viene scelta la versione RSR più corsaiola.
Il modello è dotato di sterzo (con movimento molto
ristretto, a dire il vero) e di interni semplificati, come se fosse
equipaggiato con il pacchetto “Sport” che comportava sedili più sportivi e l’asportazione
di quelli posteriori per alleggerire la vettura. All’interno è presente un
roll-bar.
Sull’alettone è presente la scritta Carrera RSR, forse un pochino grande, che indica un modello successivo al 1972 (Solido infatti lo classifica come 1973), dove la R in più sta a indicare alcune versioni allargate che partecipavano alle competizioni, in cui la Carrera ebbe molto successo: ad esempio aggiudicandosi la 24h di Daytona e la Targa Florio. La Carrera RSR si aggiudicò tre campionati internazionali e sette nazionali.
Un po’ piatto, come in altri modelli Solido recenti, il fondo, dove gli organi meccanici sono appena accennati, ad eccezione dei tubi di scarico e della marmitta, ben delineati con un pezzo di plastica cromata che riproduce fedelmente il complesso scarico dell’auto vera.
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