CAPOLAVORI: Alfa Romeo Giulia Zagato 4R della Politoys M
Dove 4R stava per
Quattroruote, la celebre rivista automobilistica che sponsorizzò la costruzione
in piccola serie di una sorta di replica della celebre Alfa Romeo 1750 degli
anni Venti, ad opera dello stesso carrozziere di allora, ma su una scala un po’
più piccola.
Il punto di partenza
infatti era la meccanica della Giulia. Si trattava di un modello particolare e
piuttosto costoso che non ebbe grande diffusione. L’auto vera fu prodotta infatti
per soli due anni in 82 esemplari.
Tuttavia non sfuggì a uno dei produttori di modellini nazionali, la Politoys, che non si fece sfuggire l’occasione per realizzare un capolavoro di miniatura venduto al prezzo competitivo di 1200 lire, un poco di più degli altri modelli della serie M in metallo.
La miniatura
arrivò nei negozi nel 1967 e rimase in catalogo piuttosto a lungo. Forse il prezzo
un po’ più elevato oppure il fatto che sembrasse un’auto “antica” lo rese poco
appetibile perché apparentemente non coerente con gli altri modelli Politoys M.
Ai collezionisti comunque poco importa e ne valeva la comunque pena: la piccola
Zagato 4R è dotata di un gran numero di dettagli:
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Cofano motore apribile in due parti che si aprono longitudinalmente
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Riproduzione del motore e del telaio
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Ruote gommate con cerchioni a raggi
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Sterzo comandato dal volante
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Porte apribili, con rivestimento degli sportelli riportato
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Parabrezza ribaltabile
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Riproduzione esatta degli interni
- - Possibilità di scegliere la riproduzione della capote ripiegata o alzata
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Ruota di scorta completa
- - Modanature cromate laterali e fanalini riportati come al vero
Anche in questo caso
un vero pezzo di bravura, nato per piacere ai bambini, ma ideale per i
collezionisti adulti.
Anteriormente il
modellino è privo di sospensioni, ma ciò è giustificato dalla presenza dello
sterzo comandato dal volante, mentre dietro sono invece regolarmente presenti.
Girando il modello
si nota la meccanica cromata perfettamente riprodotta: dalla coppa dell’olio
fino all’albero motore con il differenziale.
C’è anche il
complesso tubo di scarico con doppia marmitta, che fuoriesce da sotto il
parafango anteriore sinistro come al vero per terminare posteriormente a lato
del serbatoio, anch’esso realizzato con un particolare cromato riportato.
Non manca neppure lo
specchietto retrovisivo esterno, particolare un tempo ignorato dai costruttori
di modelli perché troppo delicato e costoso da riprodurre con un pezzo separato
che comportava un passaggio in più nell’assemblaggio in fabbrica.
Molto simpatica la
targa “Prova”, ma esistono anche esemplari con la targa “MI” di Milano, generalmente
di ultima produzione venduti in scatole di plastica trasparente anziché quelle
di cartoncino con finestra laterale come quella illustrata.
Generalmente il
modellino Politoys era venduto in color crema con parafanghi neri oppure un
rosso scuro (talora bordeaux) sempre con parafanghi neri. Il colore più raro è
un verde smeraldo metallizzato che si trova generalmente fra gli ultimi venduti
nelle scatole di plastica.
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