La storia dell’autopostale svizzero
La Posta federale svizzera fu creata il 1º gennaio 1849 per il trasporto di lettere, pacchi, persone e invii di denaro, e già nel 1850 il trasporto di persone era diventato il suo principale ramo di attività.
Negli
anni, la rete di tratte percorse dalle diligenze postali diventa sempre più
fitta, per quanto il trasporto ferroviario lentamente sostituì le corse postali
sulle tratte principali.
Nel 1906 ebbe luogo la prima corsa di un’automobile
postale: degli autobus con una capienza di 14 posti circolavano da Berna a
Detligen, distante circa 20 km.
Le corse turistiche effettuate dalla Posta con le
autopostali si intensificarono tra i due versanti alpini, collegando le aree
periferiche, le stazioni e assicurando i collegamenti trasversali tra le linee
ferroviarie.
Rispetto alle diligenze postali, gli autopostali avevano
più posti a sedere e circolavano con una velocità doppia, garantendo molte più
corse.
La svolta nell’attività degli autopostali arrivò solo
dopo la Prima guerra mondiale, quando la Posta poté convertire 40 autocarri
militari in altrettanti autobus. A partire dagli anni Venti, il progresso della
tecnica è inarrestabile e la rete delle linee venne costantemente ampliata fino
alle circa 1000 di oggi.
Nel 1930 la posta a cavallo è divenne quasi irrilevante,
per quanto incredibilmente, l’ultimo servizio a cavallo circolava ancora fino al
1961 tra Cresta e Juf nel Canton Grigioni.
Nel 1919 si inaugurò la prima linea autopostale
attraverso un passo alpino, e fu scelto nella fattispecie quello del Sempione. Nel 1921 i primi autopostali attraversarono il Passo della Furka e
il Passo del Grimsel, a cui seguì anche il Gottardo nel 1922.
Il
tipico suono di corno a tre toni «Pi-Po-Pa» echeggia sulle strade postali di
montagna dal 1923, come segnale di avvertimento sulle strade nei punti più
stretti e con visibilità ridotta. L’attuale sequenza melodica «Do diesis-Mi-La»
è tratta dall’ouverture dell’opera «Guglielmo Tell» di Gioacchino Rossini.
La linea AutoPostale 682 è il collegamento di trasporto
pubblico diretto più lungo della Svizzera: la corsa circolare da Meiringen
attraversa i passi del Grimsel, Novena, San Gottardo e Susten, con un tempo di
percorrenza di 8 ore e 46 minuti.
Dal 1957 l’autopostale cominciò a trasportare gli scolari
anche dalle frazioni e villaggi isolati, risparmiando sull’uso dell’auto privata.
A partire dal 1971 tutti gli autopostali, anche quelli di privati che svolgono il servizio per conto della Posta, e le loro fermate sfoggiano il giallo postale con una barra rossa con il corno postale ben riconoscibile. La rete, con oltre 155 milioni di passeggeri, sfiora una cifra record nel 2019, a cui seguirà un calo dovuto principalmente alla pandemia.
Fino agli anni Sessanta inoltrati i principali fornitori
di autobus furono quasi esclusivamente i fabbricanti Svizzeri Saurer, Berna e FBW,
quindi arrivarono anche i primi Mercedes (azienda che dal 1982 divenne proprietaria
delle 2 industrie svizzere) e poi parecchi altri, principalmente Setra, MAN e Volvo.
Dal punto di vista modellistico le due riproduzioni più
vecchie sono quelle di Tekno e Mercury, ma mentre Tekno mise in campo una
semplice ricoloritura del proprio autobus Volvo (che molti assicurano essere
invece un Commer inglese carrozzato in Danimarca), che probabilmente mai finì
sulle strade elvetiche, il modellino della Mercury è una deliziosa riproduzione
in scala 1:87 di un autobus che la Mercury stessa chiamò “Saurer” ma che in
realtà riproduce un FBW 4037 C40U EDU Alpenwagen. Forse FBW era troppo sconosciuta al di fuori
della Svizzera per dare il nome al modellino, fatto sta che tutti lo conoscono
impropriamente come Saurer.
Col tempo e soprattutto di recente, molti vuoti si sono colmati, ma restano
anche molti “abusivi” che i produttori amano dipingere di giallo con un adesivo
PTT sopra: il caso più clamoroso è il piccolo autobus Viceroy della Dinky Toys
inglese, in scala 1:87 circa, che riproduce un veicolo che al vero
probabilmente può aver circolato al massimo in qualche Paese del Commonwealth
ma certo non in Svizzera.


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