Le marche scomparse di Goldvarg.
C’era una volta il Gruppo General Motors. Al suo interno c’erano cinque case automobilistiche che andavano dalle popolari Chevrolet alle lussuose Cadillac. In mezzo Pontiac, Oldsmobile e Buick, secondo una sorta di scala sociale che permetteva di scegliere la propria auto in base alle proprie entrate.
Oggi Pontiac e Oldsmobile non esistono più e Buick ha
perso quella connotazione di classe medio-alta per produrre SUV e Crossover di
vario genere.
Anche Ford, che nel 1939 aveva creato la Mercury per ridurre il gap fra le economiche berline del marchio ovale e le costose Lincoln, ha rinunciato a questa marca e Mercury è finita nel dimenticatoio dal 2011.
Dobbiamo perciò ringraziare Goldvarg per aver inserito fra
i suoi modelli più recenti una splendida Oldsmobile 88 station Wagon del 1949,
ancora con le finiture esterne in vero legno, perfettamente scolpite nel
modellino di resina in scala 1:43.
Per Pontiac ha riprodotto la Catalina del 1976, una
berlinona dalle generose dimensioni che costituiva il modello di partenza della
gamma. Disponibile in due colori con gli interni coordinati come al vero, si
tratta di una ottima miniatura di una delle tipiche americane anni ’70.
La Mercury Park Lane del 1965 è già stata oggetto di
attenzioni da parte di Goldvarg, ma si trattava del coupé hardtop Marauder. Qui
invece abbiamo la berlina, anch’essa di grandi dimensioni, che interpretava in
scala grande un tema caro alle Ford Europee: il lunotto invertito visto su
Anglia e Consul 315. Il modellino di Goldvarg lo riproduce con esattezza e sono
ben visibili le due guide che – al vero - permettevano di far scendere la parte
centrale del lunotto.
Per gli appassionati di auto USA si tratta di soggetti
imperdibili. Chissà se in futuro sarà possibile vedere in miniatura altre auto
dimenticate come la Nash 600 del 1946 oppure la Studebaker Daytona del 1964?
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