30 luglio 2003: l’ultimo Maggiolino
Al mattino presto, erano appena passate le 9.00 del 30 luglio 2003, il
Maggiolino n° 21.529.464 uscì dalla catena di montaggio di Puebla in Messico.
Terminava una lunga storia, anche se per noi europei erano ormai molti anni da
quando gli ultimi esemplari di “Maggiolino del Giubileo” furono importati in
Europa nel 1986.
Nessuna auto uguale a sé stessa aveva raggiunto un simile traguardo.
Quelli che affermano che la Golf o la Toyota Corolla hanno fatto di più
e in meno tempo, non tengono conto che si è trattato della somma di auto
diverse con lo stesso nome.
Il Maggiolino è un unicum, e in quegli anni continuava ad essere assai richiesto in Messico.
Il Maggiolino Volkswagen era sbarcato in Messico per la prima volta nel
1954, e fu di grande lungimiranza aprire il primo punto commerciale Volkswagen
a Città del Messico, cui ne seguirono successivamente altri a Puebla, Monterrey
e Torreòn.
Nel giro di poco tempo le vendite annuali passarono dalle 600 del primo lotto a oltre 6000 e sarebbero state di più se il Messico non avesse voluto favorire la nascita di una industria nazionale. Per questo la Volkswagen aprì uno stabilimento a Xalostoc, che nel 1962 sembrava già insufficiente. Nel 1964 venne approvata la costruzione della grande fabbrica di Puebla, completata nel 1967. La milionesima Volkswagen ne usciva nel settembre 1980.
Nel 1978 era terminata la costruzione del Maggiolino in Germania: in
quell’anno le navi che prima portavano la Volkswagen in America, iniziarono a
importare i Maggiolini prodotti in Messico, destinati a Germania, Svizzera,
Italia e Austria.
Mentre in Europa i Maggiolini Messicani arrivavano con finiture molto
simili alle ultime versioni europee, in Messico la vettura (chiamata “El Sedan”)
aveva un allestimento poverissimo, senza cromature e con molte parti
verniciate.
Per il commiato del 2003, tuttavia, venne preparata una versione
speciale, che sarebbe stata prodotta in soli 3000 esemplari (il 3000° destinato
a volare direttamente a Wolfsburg per essere esposto nel Museo) denominata “Ultima
Edición”.
Disponibile in due nuovi colori, con 1500 esemplari per colore: azzurro
Aquario e beige Luna.
Aveva i cerchi ruote verniciati come la carrozzeria e accompagnati da
gomme a fianco bianco e sulla carrozzeria erano tornati i listelli e i paraurti
cromati. Il motore era il solito boxer di 1584cc con marmitta catalitica e
iniezione elettronica multipoint che sviluppava nient’altro che 44 cavalli a
4000 giri.
Non poteva ovviamente sfuggire ai fabbricanti di modelli che ne hanno proposto
alcune versioni. Più diffuse quelle in colore azzurro, più accattivante, anche
perché le ruote beige non donano molto alla vettura, che è di un colore molto
simile ad altri già visti.
Altaya aveva messo in circolazione “Ultima Edición” nel colore beige
mentre la IXO ha preferito realizzare entrambe le tinte della vettura.
Schuco ha proposto il modellino in scala 1:43 e in scala 1:18,
sfruttando lo stampo dell’eccellente Maggiolino Mexico posto in catalogo ormai
parecchi anni fa.
Concludiamo con la foto del Jubiläumskäfer 1986 prodotto da Minichamps anch’esso parecchi anni fa. Alla finezza del modello Minichamps fanno da contraltare le sue ruote di diametro un po’ piccolo: la differenza balza agli occhi immediatamente se confrontate a quelle (esatte) del modello Schuco.

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