PEGASO – tra camion e automobili

Circa 350.000 autocarri fra il 1946 e il 1990 e 84 automobili più due prototipi tra il 1951 e il 1958: una storia affascinante.

Una berlinetta Touring IIªserie al Salone di Parigi del 1955
A Parigi nel 1954 la Pegaso espose una straordinaria coupé trasparente
 

La piccola Pegaso Z-102 di Anguplas, in scala H0 (1:87)

I primi autocarri Pegaso non avevano ancora questo nome. Uscivano dalle ex-officine della Hispano-Suiza, (non più attiva dalla guerra civile spagnola del 1936-39) sotto l’egida dell’azienda di Stato Enasa ed i primissimi, tra il 1946 e 1947 non erano altro che vecchi telai Hispano con nuova denominazione. Per di più erano a benzina. Le vendite rimasero perciò circoscritte a circa un centinaio di veicoli, in attesa del nuovo modello con motore Diesel da 125 CV che apparve nel 1949, con una cabina molto tondeggiante soprannominata “Mofletes” (guance) che richiamava alla mente i nostri Alfa Romeo 430 e 800. Con questo camion, che aveva la sigla Z-202, la marca spagnola ebbe finalmente un deciso decollo industriale.

Uno dei primi autocarri realizzati nel 1946
Splendido Pegaso "mofletes" cisterna Campsa di IXO, in 1:43
Il logo del cavallo alato

Alla presidenza della Enasa c’era l’eccellente ingegnere Wilfredo Ricart, molto noto per il suo passato in Alfa Romeo. Fu lui a decidere per il logo Pegaso, il celebre cavallo alato della mitologia. Lo volle per battezzare una serie di automobili sportive con le quali si voleva dare risalto alla nascente industria spagnola.

La prima Pegaso cabriolet al Salone di Parigi del 1951
Coupé Enasa Z-102 competizione a Monaco nel 1952, modello Daz Hoby in 1:43

Eccellente modello della berlinetta Enasa 2ª serie di Top Slot, in 1:32

About 350,000 trucks between 1946 and 1990, and 84 cars plus two prototypes between 1951 and 1958: a fascinating story. The first Pegaso trucks did not yet have this name. They came out of the former workshops of Hispano-Suiza (no longer active since the Spanish Civil War of 1936-39) under the aegis of the state company Enasa and the very first, between 1946 and 1947 were nothing more than old Hispano frames with new name. What's more, they were moved by gasoline. Sales were therefore limited to about a hundred vehicles, waiting for the new model with a 125 hp diesel engine that appeared in 1949, with a very rounded cabin nicknamed "Mofletes" (cheeks) that recalled the italian Alfa Romeo 430s and 800s. With this truck that had the initials Z-202, the Spanish brand finally had a decisive industrial take-off. At the presidency of Enasa was the excellent engineer Wilfredo Ricart, well known for his past at Alfa Romeo. It was he who decided for the Pegasus logo, the famous winged horse of mythology. He wanted it to baptize a series of sports cars with which he wanted to highlight the nascent Spanish industry.

Kit da montare senza colla della Pegaso, di Ideal in 1:24 circa
Una delle prime berlinette realizzate da Touring nel 1952

Ottiene dal governo di progettare vetture tecnologicamente avanzate, come la Z-101 a 12 cilindri, che tuttavia non vedrà la luce. Più fortunato sarà il modello Z-102, con motore 8 cilindri a V che era un vero concentrato di soluzioni modernissime per i suoi tempi: carrozzeria autoportante, sospensioni posteriori DeDion con freni all’uscita del differenziale autobloccante, 4 alberi a camme in testa, cambio a 5 marce in blocco con differenziale (transaxle), cilindrata di 2500cc con 140-165 CV a seconda dei carburatori e del rapporto di compressione. Velocità massima 200 Km/h. Unico difetto: i due prototipi nascono con una carrozzeria d’acciaio piuttosto pesante che ne penalizza le prestazioni.

Uno sguardo sull'8V dentro al cofano di una Z-102
La spettacolare "Cupùla" qui con una auto elettrica Lucciola, per bambini
La Z-102 Cupùla prendeva il nome dal grande lunotto. Qui la Matrix, in 1:43
Altra immagine d'epoca della Cupùla del 1952
Assai curiosa la Z-102 "bisiluro", qui in un modello di resina di Bizarre, in 1:43

Per questo la vettura viene fornita anche come telaio da far carrozzare ai più quotati specialisti del settore. Si prevedono almeno 200 automobili all’anno, ma le difficoltà sono enormi. La manodopera specializzata si forma lentamente, mano a mano che le auto vengono approntate. La costruzione è interamente a mano e porta a costi proibitivi, tanto che in 6 anni si conteranno solo 22 vetture carrozzate da Enasa, 18 dal francese Saoutchik, 41 dalla Touring di Milano e 5 dal carrozziere madrileno Serra, oltre ai due prototipi, praticamente ogni vettura diversa dalle altre. 

Sopra e sotto: il modello Altaya per la collezione di auto spagnole in 1:43
La stessa vettura realizzata da IXO in scala 1:24
Modello della Z-102 berlinetta Touring di IXO in 1:43

L’avventura cessa con la Z-103, un tentativo di realizzare una macchina meno complessa e costosa, ma anche questa viene costruita in perdita e nel 1958 il sogno spagnolo finisce.

Pegaso Z-102 spider Serra 1959 (sin.) e 1956 (des.) di Esval, in 1:43
La vista posteriore fa risaltare di più le differenze fra i modelli Esval
Sopra e sotto: la berlinetta Z-102 di Matrix, in 1:43
La berlinetta Touring denominata Thrill, qui fotografata fuori il Salone di Torino del 1953
Modello della Z-102 Thrill 1953 di Matrix, 1:43, dalla bella resa bicolore
La Z-103 Touring esemplare unico con parabrezza panoramico di NEO, in 1:43

Restano i camion: nel 1954 esce il più famoso, lo Z-207 “Barajas” (dal nome dello stabilimento vicino a Madrid), con un interessante 6 cilindri a V da 120 CV e trasmissione con 12 rapporti. Rimarrà in produzione a lungo, affiancato dal Pegaso Comet, più piccolo.

foto ufficiale del Pegaso Z-207 Barajas
Pegaso Z-207 a cassone con sponde alte, Anguplas, scala H0

Cisterna trasporto latte Z-207 della Anguplas, in H0
Z-207 trattore per trasporto auto (Seat 1400) della Anguplas, scala H0

Negli anni ’70 arrivava il 2011, con grande cabina squadrata e motori che potevano arrivare a 352 CV di potenza. Nel 1987 nasceva una nuova cabina in collaborazione con DAF, Seddon-Atkinson che venne montata sul Pegaso Troner, ultimo modello della Enasa con il marchio Pegaso, che montava motori da 12 litri con potenze comprese fra 360 e 400 CV. Nel 1990 il gruppo fu inglobato dall’Iveco ed il cavallo alato cessò di volare.

Dal punto di vista modellistico abbiamo per lungo tempo avuto solo i modellini di autocarri Pegaso della Anguplas, in scala 1:87, poi replicati (non tutti) dalla Eko, entrambe spagnole. La Anguplas riprodusse anche la coupé Z-102.

Cisterna Esso Pegaso Z-207 della Eko, in scala 1:87

Rico mise in commercio una Z-102 carrozzata Serra, mentre la Ideal fece un kit piuttosto semplice di una Z-102 coupè, oggi molto raro. In tempi recenti il vuoto è stato colmato da Ixo per Altaya, e poi da diversi modelli realizzati in resina da NEO e Matrix. Da rilevare che alcune splendide realizzazioni esistono in scala 1:32, ma si tratta di modelli slot-car di Top Slot, non molto facili da trovare in commercio.

Autocarro Pegaso Z-207 della Rico, in scala 1:50 circa, di plastica
Pure Rico è questa Z-102 spider con carrozzeria Serra, in 1:43 circa
Bellissima slot-car della Pegaso Z-102 Serra, di Top Slot in 1:32

Fra gli autocarri c’è da ricordare il Pegaso Comet di Joal, proposto in più versioni e quello di Moldde Confecciòn, che però è un penny toy di plastica più grezzo.

Autocarro Pegaso Comet con benna, in scala 1:55 circa, di Joal
Uno dei tanti camion Pegaso Comet Moldde Confecciòn, in 1:43 circa
L'eccellente Pegaso Comet di IXO in scala 1:43
Elegante autobus gran turismo Enasa Pegaso della IXO, in scala 1:43

La IXO ha colmato importanti lacune nei veicoli industriali del passato e per i Pegaso più moderni, si ricorda la serie realizzata dalla spagnola Mira in scala 1:66 circa.

Cisterna a 4 assi Pegaso 2080 della Mira, in scala 1:64
Schiera di Pegaso serie 2080 di uno spedizioniere spagnolo

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